Il Puffo - Lorenzo Marronaro, romano, inizia la carriera nella sua città tra le file della Lazio. Arriva presto in rossoblu, via Monza "Dal giorno del mio esordio son passati tantissimi anni. Io venivo da Monza, in B ci stavo giocando. Ricordo una cosa piacevole, però le cose che mi sono rimaste più
impresse sono nell'anno della promozione perchè oltre chiaramente ad aver
coinciso con la vittoria della classifica dei cannonieri, fatto
personale molto ma molto importante, ma soprattutto il fatto di aver
vinto un campionato. I momenti esaltanti di quella stagione sono quelli
che mi rimangono indelebili. E' stato un anno irripetibile." Fu
l'artefice fondamentale della magnifica promozione in serie A con Maifredi,
mettendo a segno ben ventuno reti. Indimenticabile il sigillo che
regalò la matematica certezza di aver raggiunto l'obiettivo.
Bologna-Piacenza, 34° giornata del campionato cadetto, dopo questa
partita mancano ancora tre giornate, ma i rossoblu, grazie ad una
vittoria, possono festeggiare il ritorno nella massima serie in anticipo. Stadio
gremito come non mai, si aspetta solo la rete liberatoria ma ci si
mette di mezzo il Piacenza che con Serioli si porta in avanti. A pochi
minuti dalla fine però prende palla "il puffo" (soprannominato affettuosamente cosi per
via della sua non elevata statura, 173 cm) che dalla sinistra dell'area
piacentina lascia partire un bolide che regala il pareggio. Lo stadio
esplode, ma nessuno festeggia la promozione, si esce dall'allora "Comunale" senza
sapere di aver comunque centrato l'obiettivo. Per una serie di calcoli,
anche con il pareggio è serie A. Marronaro mise fine ad un incubo, sei
anni tra cadetti e addirittura uno in serie C. Resta nei cuori della
tifoseria "Credo di si, la gente oltre vedere le belle giocate vuole
vedere anche il giocatore che si impegna, che da il massimo, da tutto.
Credo di averlo sempre fatto, poi mi capitava di far gol, di
sbagliarlo, però penso che sotto il profilo dell'impegno nessuno mi
abbia mai rimproverato. E' una mia prerogativa in tutte le cose che
faccio, può riuscire bene o meno ma l'impegno è a prescindere e presumo
mi abbiano sempre stimato per questa motivazione." Anche nel giorno
della festa del centenario, i cori per lui sono stati tanti "La curva
ha iniziato a cantare la canzoncina di quando giocavo, quindi quello è
stato un fatto che mi ha toccato personalmente. Li ringrazierò sempre,
mi hanno fatto tornare indietro di tanti anni, mi hanno fatto
emozionare."
Dati biografici: Lorenzo Marronaro è nato a Roma il 16 gennaio 1961.
Altezza: 173 cm. Peso: 73 kg. La carriera: 1980/81: Lazio (serie B, 7
presenze, 0 reti); 1981/82: Lazio (serie B, 5 presenze, 0 reti);
1981/82: Forlì (serie C1, 25 presenze, 7 reti); 1982/83: Monza (serie
B, 30 presenze, 11 reti); 1983/84: Monza (serie B, 36 presenze, 7
reti); 1984/85: Bologna (serie B, 35 presenze, 3 reti); 1985/86:
Bologna (serie B, 31 presenze, 6 reti); 1986/87: Bologna (serie B, 34
presenze, 9 reti); 1987/88: Bologna (serie B, 37 presenze, 21 reti);
1988/89: Bologna (serie A, 31 presenze, 5 reti); 1898/90: Bologna
(serie A, 23 presenze, 2 reti); 1990/91: Udinese (serie B, 28 presenze,
5 reti); Udinese (serie B, 28 presenze, 4 reti); 1992/93: Udinese
(serie A, 15 presenze, 0 reti); 1993/94: Empoli (serie C1, 8 presenze,
1 rete). Le partite: Con la maglia del Bologna colleziona 219 presenze:
54 in serie A, 137 in serie B, 26 in coppa Italia e 2 in Mitropa Cup.
Le reti: Sono 52 i gol realizzati da Marronaro con i rossoblu: 7 nella
massima serie, 39 tra i cadetti, 3 in Coppa Italia e 3 in Mitropa Cup.
In campo: Velocissimo, quasi imprendibile, viene soprannominato anche
"la freccia di prima porta". Apre gli spazi per il compagno di reparto
grazie alla sua velocità, importantissimo per la generosità espressa in
campo, a Bologna si riscopre anche vero goleador.
Propose Diamanti al Bologna: Attualmente svolge la professione di procuratore-agente di giocatori di
calcio, tra gli altri anche Nicola Amoruso, Angelo Palombo,
Alessandro Budel, Marco Pisano, Massimo Mutarelli, Davide Marchini,
Massimo Gobbi, e Alessandro Diamanti: "L'avevo consigliato al Bologna
prima che lui dal Prato passasse al Livorno ma non fui ascoltato".
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