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Saputo: “Non dirò mai qualcosa senza la certezza di poterla fare, voglio ricostruire un Bologna glorioso”

Ieri sera, durante ‘La Domenica Sportiva’ in onda su Rai 2, è stata trasmessa un’intervista al patron rossoblù Joey Saputo realizzata in occasione del suo ultimo soggiorno a Bologna. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le sue dichiarazioni.

Passione per il calcio – «Sono nel calcio da quasi venticinque anni, ho cominciato con la squadra di Montreal nel 1993 insieme all’azienda di famiglia. Mio papà ha pensato che fossi un po’ pazzo ad entrare in quel mondo (sorride, ndr)».

Mai promesse a vuoto – «Nel lavoro io sono una persona molto trasparente, non dirò mai qualcosa senza la certezza di poterla fare. Come ho sempre detto ai nostri tifosi, voglio riportare qui la gloria che il Bologna aveva una volta».

Crescita della società – «Abbiamo constatato che, grazie ad un centro sportivo di alta qualità, in futuro si possono attirare grandi giocatori, giocatori che vogliono venire a Bologna perché abbiamo il centro, lo stadio e una società seria. Quindi per me il centro sportivo era il primo passo importante da fare per assicurare un certo tipo di futuro al Bologna, e in secondo luogo lo stadio. Sì, stiamo lavorando su un piano per ristrutturare il Dall’Ara, ma oltre a questo voglio anche portare qui il know-how nordamericano a livello di marketing, hospitality e vendita dei biglietti, perché da noi una partita di calcio non è solo una partita di calcio, è un’esperienza per tutta la famiglia, è entertainment».

Prossimi obiettivi – «L’ho sempre detto fin da quando sono arrivato a Bologna, il primo passo era quello di portare la squadra dalla B alla A e l’abbiamo fatto, il secondo era quello di assicurarci la salvezza, di essere meglio di altre tre squadre, e l’abbiamo fatto, quest’anno per me l’obiettivo è fare un po’ meglio della scorsa stagione, facendo crescere i giocatori giovani che abbiamo in rosa. Poi, con i progetti che abbiamo a livello di centro sportivo e stadio, a livello di serietà della società, non vedo perché un giorno non possano esserci grandi giocatori che vogliono venire a giocare nel Bologna».