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Impazienza, questa nemica

Impazienza, questa nemica

La tentazione di veder nero dopo una sconfitta come quella di ieri è forte. Ma le resisteremo. Perdere con l’Atalanta, in questa strana congiuntura astrale chiamata calendario (come sarebbe stato incontrarla alla quinta giornata?), è un disguido capitato un po’ a tutti, ultimamente: non vi hanno fatto eccezione, nell’ordine, Napoli, Inter, Genoa, Sassuolo e Roma. Perchè, allora, meravigliarsi se non abbiamo fatto eccezione? Il campionato del Bologna, in realtà, sta seguendo un percorso ben superiore alle attese che era lecito farsi dopo questa teoria infinita di infortuni. Sedici punti in quattordici gare sono tre in più del parziale dello scorso anno e mantengono il Bologna nove lunghezze sulla terzultima in classifica. Ma come, si dirà, forse qui si guarda ancora lo scarto sulla zona retrocessione? Sì, si guarda eccome, almeno finché le ultime tre non avranno dichiarato la resa incondizionata. E a giudicare dall’ostinazione con cui nessuna delle tre predestinate ha ancora esonerato il proprio allenatore, c’è da credere che attorno a febbraio potremo già avere i primi verdetti.
Eh sì, però con Donadoni non abbiamo fatto il salto di qualità, mugugna qualcun altro. Non è vero: il salto di qualità non può arrivare da un allenatore, ma dalla società, dalle ambizioni che detta a inizio anno e che inocula giorno per giorno nel lavoro quotidiano. È la società la responsabile del clima che permea un ambiente, non un uomo solo. Donadoni, casomai, si adatta a questa atmosfera e la interpreta. Ma non la può condizionare da solo. Se il Bologna di oggi non è al posto dell’Atalanta, ma ancora al quattordicesimo posto, il motivo alberga nei piani della società, che oggi preferisce traghettarsi in acque tranquille, anziché sfidare il mare aperto. E per fare questo, Donadoni, da equilibratore quale è, si presenta come il tecnico migliore in circolazione. Saputo ha promesso la Champions in dieci anni. Siamo ancora al secondo, almeno in Serie A. Tra l’ipotesi concreta di fallire e l’obiettivo del canadese, non siamo ancora a metà della metà del percorso. Quindi calma. E battiamo l’Udinese come successe in febbraio.

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