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Verrà il giorno, ma quel giorno non è oggi

Verrà il giorno, ma quel giorno non è oggi

È una fortuna che l’involontario incidente di comunicazione canadese («A Bologna non saranno contenti, ma Dzemaili dal prossimo anno giocherà qui») sia avvenuto su un calciatore che non avrà il tempo di incidere nessuna traccia mnemonica nei tifosi, almeno non a lungo termine. Figurarsi cosa sarebbe successo con altri profili. Ma siamo onesti con noi stessi, suvvia. In questo momento non esiste un calciatore del Bologna che possa minimamente indignare il senso comune, casomai subisse lo stesso trattamento di Dzemaili. Per nessun calciatore, superato il piccolo smarrimento iniziale nel vedere il proprio presidente “travasare” il proprio bene da un continente all’altro, esisterebbe quel naturale rabbioso senso di reazione indignata. Ci ricordiamo delle campagne di stampa (e di popolo) quando qualcuno osò cedere Albertazzi, Pasi e chissà chi altri? Oggi, in questo brodo primordiale di beatitudine irrorata di denaro e promesse, è banale come la pioggia che un calciatore di un progetto italiano sia parcheggiato qui, per trasferirsi in Canada un anno dopo. Dategli torto: il futuro del calcio è là, almeno quando si supera la trentina e i piedi reggono ancora bene. Quindi che fare? Resistere all’acquiescenza e arrabbiarsi?
Ma come si fa ad essere arrabbiati con Joey, con 100 milioni a ricordare ogni giorno che ogni alternativa diversa era necessariamente più povera? (più ricca di idee, invece, non lo sapremo mai). Il Bologna di oggi, a progetto appena varato, è questo: un grande Gange dal lento scorrere, ben lungi dal vedere la sua foce, in cui tutti bagnano le loro vesti e in cui ognuno può ricevere le sue sacre benedizioni. Non è ancora tempo per una navigazione diversa. Perché ormai, s’è capito, il calcio italiano, così com’è fatto oggi, a Saputo non piace (e infatti ampia documentazione giornalistica testimonia che vorrebbe riformarlo). E allora gli Dzemaili arriveranno ancora, serviranno la causa e ripartiranno, se graditi, verso il Canada. Tanto ormai si è capito anche quale delle due squadre rischi a fine stagione di soddisfare le ambizioni di Saputo.
Ma il nostro tempo, prima o poi, verrà.

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