Sempre e Comunque
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Quello che non...

Quello che non…

La vedi nel cielo quell’alta pressione, la senti una strana stagione?
Ma a notte la nebbia ti dice d’un fiato che il dio dell’ inverno è arrivato.
Quello che non deve fare il Bologna è ridare fiato ad un Palermo in rianimazione.
E chissenefrega di Diamanti, dei fischi che prenderà e lo esalteranno, delle baggianate che sentiremo prima e dopo il match, l’importante è fare punti. Certo, è una partita da vincere, ma in ogni caso, anche se non ci sono partite decisive a novembre, è una partita da non perdere.
I rossoblu arrivano da un periodo difficile, tante assenze, qualche sfiga e anche molte pene autoinflitte, eppure è arrivato il momento di ristabilire l’ordine delle cose: siamo più forti del Palermo.
L’importante è non voler strafare e poi perdere convinzione quando le cose non girano come vorremmo.
A Roma, al di là di una supremazia tecnica (e tattica) disarmante, il Bologna ha accusato oltremodo l’avvio spumeggiante punito troppo presto dall’autogol di Masina.
Quando le cose girano male la legge di Murphy diventa il motore primo dell’universo.
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Le sfighe si inanellano a bruco e gli episodi che invogliano al turpiloquio sono come le patatine ed uno tira l’altro.
E’ il momento Imodium, quello in cui stringere le chiappe e cercare di non fare danni.
I rossoblu sentiranno sicuramente l’affetto e di conseguenza anche la pressione dello stadio di casa, pronto ad esaltarsi ma anche ormai predisposto allo sbuffo spazientito da una lunga storia di partite casalinghe da suicidio. L’errore da non commettere sarà quello di lasciarsi prendere dalla necessità di vincere a tutti i costi, perché se tralasciamo un attimo il cuore per attivare le sinapsi scopriamo che chi ha bisogno dei tre punti per respirare saranno i nostri avversari, non noi.
Poi certo, questa è l’occasione per mettersi alle spalle ansie e malumori e va sfruttata.
Donadoni potrebbe essere tentato di cambiare modulo e passare ad una specie di 4-4-2 che, anche se mascherato, funziona sempre come aspirina per i mali di stagione. Il punto è che, forse con l’eccezione di Di Francesco fermo ai box, non esiste in rosa una vera seconda punta ed anche ammettendo che Sadiq stia benissimo, partire con lui e Destro vorrebbe dire non avere nessuna cartuccia da spendere durante il match. Questo però l’hanno detto e ridetto tutti durante la campagna acquisti.
Infine una mezza parola sul rinnovo di Ferrari: piaccia o non piaccia è un nazionale Under 21 proveniente dal vivaio (e questo conta qualcosa nel calcolo delle quote). I difensori maturano lentamente ed è forte troppo presto per stabilire che valore assoluto avrà il ragazzo. Perderlo a zero sarebbe un peccato, un rischio inutile che è meglio non correre. Poi chiaro che ci deve essere anche la volontà del ragazzo di non strafare e restare con i piedi per terra. E’ troppo presto per parlarne noi, non lo è ovviamente perché ne parli la società.

Forza Bologna, sempre.

Bente

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