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Bigon: “Domani ufficiali Sadiq e Torosidis, ma i problemi non si risolvono solo col mercato”

Anche il direttore sportivo rossoblù Riccardo Bigon si è presentato davanti a microfoni e taccuini dopo la brutta sconfitta subita all’Olimpico per mano del Torino. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le sue dichiarazioni.

L’analisi ‒ «La squadra chiaramente non può essere quella del secondo tempo. Il primo tempo è stato anche ben giocato e in alcuni tratti forse anche meglio di loro, con la giusta predisposizione mentale alla gara, che doveva essere interpretata come eravamo partiti, nei primi trenta minuti fino al pareggio. Nel secondo tempo certamente non abbiamo avuto l’atteggiamento giusto, che deve essere la cosa che ci contraddistingue, la nostra qualità primaria».

Il mercato ‒ «Il punto focale di questa sera non è il mercato. Sarebbe bello risolvere i problemi comprando calciatori, i gol che abbiamo preso non sono il frutto di poca qualità o del fatto che non siamo abbastanza bravi. Abbiamo fatto degli errori di atteggiamento, questo non va bene e di questo siamo dispiaciuti. La partita può andare in mille modi, ma quello del secondo tempo non è l’atteggiamento che dobbiamo avere durante l’annata. Se qualcuno pensa che il campionato sarà semplice e che ci salveremo in carrozza, probabilmente questo qualcuno ha sbagliato di grosso: dovremo correre, pedalare, faticare e soffrire tutti uniti, e poi far vedere le nostre qualità, che ci sono. Questa è una squadra che lavora molto bene in settimana, ci dà veramente dentro e deve portare in campo la domenica il lavoro che svolge ogni giorno. Domani molto probabilmente ufficializzeremo Sadiq e Torosidis, e con loro siamo a quota sette-otto acquisti, ma il mercato non risolve da solo questa situazione. Il punto non è il mercato, il punto è vedere il Bologna che su ogni pallone ci mette l’anima, che nelle difficoltà si unisce, che combatte, che non molla mai niente, che sta concentrato in ogni situazione di gioco. Quel Bologna può togliersi delle soddisfazioni perché le qualità, lo ripeto, ci sono. Oggi è stata l’ultima mezzora in cui la squadra è un po’ uscita dalla partita, e questo chiaramente non deve succedere. Fino a quel momento per larghi tratti del primo aveva dimostrato anche di fare meglio del Torino. L’atteggiamento deve essere quello di consapevolezza delle difficoltà, questa è una squadra che deve sapere di dover combattere in ogni partita al massimo, altrimenti farà fatica».

L’obiettivo ‒ «Noi l’abbiamo detto più volte, l’obiettivo è fare un punto in più dell’anno scorso e ottenere una posizione in più dell’anno scorso. Questo è il traguardo, però non si può pretendere che questa squadra, da un anno all’altro, salendo dalla Serie B e con una stagione difficile come l’anno scorso, quest’anno all’improvviso possa entrare stabilmente a far parte stabilmente della zona sinistra della classifica. È un processo che ci porterà ad arrivare a quei livelli, ma ci vogliono tempo, fatica, lavoro e conoscenza della situazione per sfruttare al meglio le proprie qualità».

Arriverà anche un difensore centrale? ‒ «Questo lo vedremo nei prossimi giorni, tenendo presente le cose che sono state dette tante volte. Maietta probabilmente alla ripresa del campionato sarà pronto, e se non sarà pronto per quella gara lo sarà per quella successiva. Per fortuna non abbiamo infortuni gravi, la rosa nella sua globalità va bene così. Se poi ci sarà qualcosa da fare anche negli ultimi giorni, come abbiamo dimostrato, non staremo lì ad aspettare. Però la partita di questa sera non la risolviamo e non la sistemiamo con il mercato degli ultimi tre giorni».

Balotelli mai stato vicino? ‒ «Esce il nome, e mediaticamente è un nome che fa rumore e notizia, e quindi giustamente viene cavalcato. Noi sappiamo però quelli che sono i punti di forza della squadra e quello di cui ha bisogno, che non è solo la ricerca di un giocatore. È la ricerca di un gruppo che ha una sua identità, che in campo la domenica deve ritrovare quello che fa durante la settimana, con grande voglia di correre, faticare, sudare e pedalare».

Mancano punti di riferimento? ‒ «Se volete facciamo una rosa con venti vecchietti: avremmo più personalità ma ci mancherebbero gioventù, gamba e poi ancora qualcos’altro.  La squadra è composta da ragazzi giovani e non giovani. Uscire così dalla gara, come successo oggi, non va bene, e non va bene in generale, da parte di chi ha 35 anni come di chi ne ha 20. Questa spero sia una lezione per imparare qualcosa subito. Impariamo in fretta e mettiamoci sulla giusta strada».