Bigon:

Bigon: “Mercoledì avremo l’occasione di rialzarci, i ragazzi vogliono sdebitarsi col pubblico”

Anche Riccardo Bigon si è presentato in conferenza stampa dopo la pesantissima batosta casalinga patita dal Bologna contro il Napoli. Queste le parole del direttore sportivo rossoblù.

La gara – «Era un periodo in cui andavamo bene, la squadra aveva fatto prestazioni e risultati, alcuni sfumati negli ultimi secondi. La squadra sta bene dal punto di vista della corsa e dell’impegno: non mancano mai. Oggi è stata una serata particolarmente negativa soprattutto per come si è messa e per come poi siamo usciti un po’ dalla gara sul piano dell’equilibrio e della capacità di gestirla. L’abbiamo gestita male, però per una squadra così giovane questi momenti devono essere presi come insegnamento per capire come vanno gestite anche partite molto complicate, come lo era diventata questa. Dai primi due palloni che hanno messo dentro l’area sono arrivati due gol, il secondo in contropiede su un nostro corner, il terzo su punizione dal limite dell’area, il quarto di nuovo in contropiede. È perché hai fatto degli errori che non devi fare, ma questo ci deve insegnare che dobbiamo sempre andare a mille ed essere perfetti, altrimenti contro queste squadre, corazzate che hanno chiaramente molto più di noi, rischi di fare figuracce. Grazie a Dio nel calcio c’è sempre la possibilità di rialzarsi e ripartire, e già da mercoledì dobbiamo ritornare a essere concentratissimi per 95 minuti».

La squadra sotto la curva alla fine – «La curva, il pubblico e la tifoseria del Bologna non si discutono, oggi hanno dato ancora un esempio di avere qualcosa di speciale. Sono stati eccezionali e la squadra lo ha avvertito e capito. Ne parlavano in spogliatoio appena finita la partita, i ragazzi hanno questa voglia di sdebitarsi, di restituire al pubblico la cosa bella che oggi gli è stata trasmessa. Non credo siano andati sotto la curva a chiedere scusa, sono andati a dire grazie. Nella vita ti devi scusare quando non fai il tuo dovere, tiri indietro la gamba, non sudi, non lavori. Questa è una squadra che ha lavorato e lavora forte, ci ha dato dentro ed è incappata in una giornata particolarmente storta e particolarmente buona degli avversari, quindi era giusto che andasse a dire grazie alla propria tifoseria».

C’è stato un messaggio dalla società? – «Sono già troppo vecchio per non aver imparato che alla fine di queste gare non bisogna parlare. Se parli nello spogliatoio in situazioni del genere o fai danni o non ti ascolta nessuno. Domani ci troviamo al campo al mattino, abbiamo tutto il tempo per analizzare il match con l’allenatore dal punto di vista tecnico, degli atteggiamenti e degli errori che stono stati commessi anche a livello mentale: a mente fredda è sicuramente più facile. L’ipotesi ritiro? Direi di no, nel calcio in questi momenti bisogna avere la capacità di capire le cose che si sono sbagliate e come si può fare meglio. I provvedimenti spesso sono fatti per crearsi degli alibi all’esterno, l’importante è come si lavora durante la settimana, e questa è una squadra che durante la settimana lavora bene».

Se Callejon fosse stato espulso subito, e se Destro avesse fatto gol… – «Con questi due ‘se’, sicuramente qualcosa sarebbe cambiato. Ma appunto sono dei ‘se’, e con quelli non possiamo combinare nulla. La cosa che sinceramente dà un po’ fastidio è vedere come, per arrivare alla decisione dell’espulsione di Callejon sul rigore, è servito un minuto, un minuto e mezzo di consultazioni tra guardalinee e quarto uomo: alla fine hanno scelto, ma secondo me in modo sbagliato. In occasione del rosso a Masina l’arbitro fischia la punizione, ha la mano dentro la tasca già con il cartellino rosso in mano. Sinceramente conveniva aspettare un attimo, magari un guardalinee o un giudice d’area in posizione migliore avrebbero potuto suggerire che Maietta stava recuperando. Sarebbe bastato avere cinque secondi di pazienza, valutare un po’ meglio la situazione. A mio avviso l’errore grosso è quello, ma parliamo di un errore arbitrale sull’episodio non sulla partita, che è andata come abbiamo detto prima. Al di là dell’errore che l’arbitro che ha fatto, sono la calma e la fretta dimostrate nelle due situazioni ad essere fastidiose. Se in una situazione ragioni su cosa fare e ti consulti con i tuoi collaboratori, fallo anche nell’altra. Poi magari avrebbero deciso lo stesso per l’espulsione, ma è stata la modalità con cui sono arrivate le due decisioni che secondo me non è ammissibile».

Destro, è crisi? – «Mattia aveva fatto gol una settimana fa ed era in un momento buono, veniva da prestazioni positive contro Torino e Cagliari. Credo che la frustrazione sua e dei tifosi sia legata soprattutto all’aver sbagliato il rigore, cosa che chiaramente non fa contento nessuno, lui per primo. Tutti abbiamo avuto la percezione che il gol del rigore potesse cambiare la partita, o comunque metterla su un binario diverso: è andata male, ma solo chi non tira i rigori non li sbaglia, non possiamo prendercela solo con Mattia. Ha tutte le qualità e le possibilità per tornare ad essere vincente e decisivo per questa squadra, tutto sta nel lavorare e nel pedalare più di prima, che è l’unica regola per ogni calciatore».