Rassegna stampa 01/03/2018

Bigon: “Nel secondo tempo abbiamo messo la Roma alle corde”

Al termine della sconfitta contro la Roma, anche Riccardo Bigon ha voluto rimarcare come l’atteggiamento della squadra sia stato positivo, al di là dell’ennesima sconfitta interna subita dai rossoblù. Tra finale di stagione e mercato, di seguito le parole del d.s. felsineo.

La gara – «Credo che sia chiaro che il 3-0 sia oggi troppo: per le occasioni che abbiamo creato uno o due gol ci spettavano. Loro sono bravi davanti e quando gli lasci il contropiede perché stai cercando di recuperare è più facile che facciano loro il 3-0 che tu due gol. Nel primo tempo c’è stata una bella gara da parte del Bologna perché ha combattuto senza paura contro la Roma, lottando su ogni pallone, creando occasioni importanti. Il primo gol è stato il classico rimpallo dentro l’area, sul secondo sono stati bravi a fare delle giocate di prima che hanno liberato in velocità giocatori molto importanti. Loro sono primi nel girone di ritorno, anche davanti alla Juve, e secondi in campionato. La loro qualità non si discute, mi dispiace per i ragazzi perché, per quello che hanno prodotto e per come ci hanno dato dentro, sinceramente meritavano qualcosa di più».

Il momento no di Destro – «Non c’è niente di particolare o di strano. Semplicemente è un ragazzo che fatica in una stagione con grandi aspettative da parte della piazza, della società e anche di se stesso. Viene visto come il giocatore più rappresentativo e importante sia dal punto di vista della qualità che del ruolo, perché a un centravanti chiaramente si chiede sempre qualcosa in più rispetto agli altri ruoli e perché è quello che la deve buttare dentro. Oggi credo sia semplicemente un ragazzo che fino adesso non è riuscito a trovare quella continuità che si aspettava e che soffre un po’ la mancanza del gol e di prestazioni particolarmente buone. Anche la squadra non lo serve al meglio? Non voglio dare colpe a nessuno, così come non credo che una squadra come il Bologna contro la Roma possa portare più di tanti palloni dentro l’area come facciamo noi. Siamo sempre messi molto bene nelle classifiche dei cross, abbiamo giocatori che giostrano vicino a Mattia o comunque in zona offensiva sono abbastanza bravi nella rifinitura, nel cross e ad andare sugli esterni. Sforniamo sufficientemente palloni lì dentro. Lui è sicuramente il primo a non essere contento del momento, ma ricondurre sempre a Destro sia le cose buone che quelle negative della squadra lo trovo riduttivo, sia per la squadra che per lui stesso: non può essere il capro espiatorio di ogni cosa che non funziona».

Il futuro di Dzemaili – «Come ha detto il presidente, se a tre partite dalla fine non ci saranno altre situazioni di obiettivi o di difficoltà qui a Bologna, non vedo perché non possa saltare tre incontri se qui è tutto sistemato e tutto a posto e invece saltarne 8 a Montreal, dato che giocherà lì l’anno prossimo. È una questione di buon senso. Vediamo come arriviamo a tre partite dalla fine, poi insieme decideremo, con grande sintonia come è sempre stato fatto».

Il finale di stagione – «Vorrei vedere sette partite come quella di oggi dal punto di vista della voglia di fare, provare a vincere e a lottare. Chiaro che lo spirito di oggi è lo spirito di una squadra viva, che nonostante la forza dell’avversario ha messo in campo tante cose buone. In questa squadra ci sono qualità, gioventù, gamba, cose importanti che abbiamo visto più volte durante la stagione. Ci è mancata la zampata contro qualche grande per poter rendere la stagione particolarmente buona, con quattro-cinque punti in più  saremmo vicini al decimo posto, e sarebbe una buonissima situazione. In questo momento mi aspetto sette partite in cui lottare, combattere e portare a casa qualche bella vittoria».

Manca personalità? – «Il mio amico Rafa Benitez dice che la personalità non si compra al quarto piano del Corte Ingles, un centro commerciale in Spagna. Se tu chiedi alla Roma ti dicono che manca personalità e al Real Madrid altrettanto. La personalità manca a tutti, nel nostro caso penso che la squadra abbia avuto durante l’anno dei momenti di calo di intensità mentale, questo sì: lo abbiamo detto e lo abbiamo annoverato tra i nostri difetti. È comunque la terza squadra più giovane della Serie A, e paga un po’ dazio a queste cose. Per quanto riguarda oggi, abbiamo preso il secondo gol nel primo tempo e nel secondo siamo rientrati benissimo, mettendo la Roma alle corde, creando occasioni importanti. La squadra ha reagito, oggi era anche il primo vero caldo dell’anno ed era difficile mantenere ritmi altissimi fino alla fine. Se ti lanci un po’ è normale che diventa rischioso e facile per loro, però credo che fino al 60′-65′ la squadra abbia anche reagito alle difficoltà».

Il mercato e il prossimo anno – «È chiaro che qualcosa va fatto e vogliamo fare. Ed è altrettanto chiaro che nelle intenzioni non c’è la volontà di cambiare molto e stravolgere la squadra, che ha bisogno di crescita, continuità e tempo per migliorare e diventare più forte. Devono sicuramente credere molto nelle qualità del gruppo per fare una stagione bella e mettersi dietro più squadre possibili l’anno prossimo in Serie A, fermo restando che prima di tutto va chiusa questa stagione nel migliore dei modi, anche per dare a noi gli spunti giusti per cosa fare durante il mercato. Da dove arriveranno i fondi? Sempre dallo stesso posto, che è il Canada, al quale dobbiamo sempre tutti quanti riconoscere grande vicinanza al club da parte del presidente, con grandi investimenti fatti. Oggi il Bologna sta andando verso un periodo in cui, giustamente, bisogna limitare al massimo le richieste di esborso economico da parte della proprietà, che comunque ci sono e ci saranno. E quindi cercare di finanziarci per quanto possibile da soli o con operazioni alla Dzemaili, giocatore arrivato praticamente a zero facendo un’operazione molto poco costosa. Non è impossibile migliorare le squadre senza investire milioni. È ovvio che, se ci sarà bisogno, il presidente sarà sempre vicino a noi».