Bigon-Corvino: qui meglio il primo

Bigon: “Tanti difetti da smussare, ma il calcio è fatto di crescita e pazienza. Donadoni ha un contratto, su Verdi decideremo tutti insieme”

A metterci la faccia per la società, dopo la bruciante sconfitta casalinga contro il Chievo, è stato ancora una volta il d.s. Riccardo Bigon, che al termine del match perso 2-1 dai rossoblù ha fatto il punto della situazione in casa Bologna. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le sue dichiarazioni.

Un’altra sconfitta, la numero 20 – «Oggi, in quanto a motivazioni, il Chievo era imbattibile per una qualsiasi altra squadra, ma noi siamo partiti forte e se avessimo trovato 2-0 avremmo potuto chiudere lì la partita. Quella odierna è una sconfitta immeritata, dispiace aver perso un’altra occasione per fare punti. Avremmo dovuto utilizzare la serenità di essere già salvi a febbraio per ottenere ancora più soddisfazioni, paradossalmente la salvezza è stata forse ottenuta fin troppo presto, ma non dobbiamo dimenticarci che quell’obiettivo così importante, seppur minimo, lo abbiamo raggiunto. A fine gara abbiamo visto il Chievo festeggiare come se avesse vinto lo scudetto per aver raggiunto i 37 punti, noi ne abbiamo 39 e siamo delusi. Il campionato del Bologna è stato molto buono fino a metà, poi purtroppo nella seconda parte ci siamo disuniti e seduti, è un aspetto che non va bene e sul quale dobbiamo lavorare».

Manca ancora una soluzione – «Nel calcio non ci sono risposte dentro i cassetti, a volte non è così facile trovare soluzioni ai problemi. Alcune squadre hanno difetti endemici difficili da smussare, per una buona parte della stagione ce l’abbiamo fatta, poi abbiamo mollato».

Donadoni confermato – «Io valuto il mister guardando due anni di lavoro fatti bene, in cui è riuscito a tenerci in Serie A senza affanni e a valorizzare alcuni giocatori. A fine stagione verranno fatte tutte le valutazioni del caso ma, considerando che ha un contratto che lo lega ancora al Bologna, per noi sarà Donadoni l’allenatore del prossimo anno».

Tanti acquisti sbagliati – «Il calcio è fatto di crescita e di pazienza, io rifarei tutti gli acquisti che ho fatto perché non si può pretendere di pescare sempre un Verdi, pagato 1,5 milioni ed esploso. Avenatti ad esempio è rimasto fermo per sei mesi, non si può pensare che possa fare subito 10 gol in A. La difesa secondo me va benissimo, per tre quarti di campionato siamo stati la decima retroguardia in assoluto. In estate non sarà necessaria nessuna rivoluzione, ciò che serve è la continuità».

Verdi verso l’addio – «Sul piano tecnico vorrei certamente che Simone restasse con noi, ma su quello economico bisogna capire che cessioni del genere sono all’ordine del giorno per club nella nostra fascia di fatturato e con le stesse potenzialità. Una decisione a riguardo non verrà presa dal solo Saputo ma dal patron insieme a me, che sono il responsabile dell’area sportiva, e a tutta la dirigenza, perché in società siamo abituati a lavorare così».