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Per sghetto

Donadoni: “Dobbiamo fare mea culpa”

Ancora una volta il Bologna ha fallito l’occasione per far svoltare la classifica e torna da Udine con una sconfitta che brucia tantissimo, anche perché maturata negli ultimi secondi di gara. Questa l’analisi del tecnico rossoblù Roberto Donadoni.

Aggressività – «Dal punto di vista dell’aggressività non siamo stati assolutamente indietro alla gara con il Verona, anzi a mio parere decisamente meglio. Poi è vero che qualcosa abbiamo concesso: questo non è positivo. Al 93′ devi essere più aggressivo ad andare a contrastare un cross che non devono riuscire a mettere con quella facilità: invece purtroppo l’abbiamo concesso e abbiamo pagato dazio. Queste sono le cose che mi fanno dispiacere. Queste ingenuità i ragazzi, soprattutto i giovani, devono capire che non si possono commettere perché alla fine lasci sul campo punti importanti e dopo aver fatto tutta quella fatica, aver lottato e combattuto così non è giusto: dobbiamo fare mea culpa».

Arrabbiato per l’azione finale? – «Ormai non serve più arrabbiarsi, è una cosa che è successa e che deve far capire e riflettere per non ripetere ancora questi errori. Queste sono ingenuità che non si possono commettere. Poi uno forte e bravo riesce anche a mettere quella palla al 93′, ma tu devi contrastarlo con un’aggressività differente: questa è la cosa che mi dispiace di più. Non era assolutamente Masina che stava andando a contrastare Widmer ma era Di Francesco».

Dialogo con Delneri – «C’è stato solo un episodio nel primo tempo in cui lui reclamava un fallo laterale per una palla che era uscita, invece non lo era. È stato l’unico momento di scambio».

La gara – «L’Udinese ha avuto due-tre situazioni su colpo di testa di Zapata poi non ha avuto grandissime opportunità. Noi ne abbiamo avuta subito una importante con Mattia e potevamo andare subito in vantaggio ed era un colpo a porta libera. Nell’economia del gioco ci sta, l’Udinese è una squadra sicuramente in salute, che sta bene, che ha ottimi giocatori. Sapevamo le difficoltà che si potevano presentare, li abbiamo contrastati con le nostre capacità. A quel punto della partita è lecito pensare che puoi portare a casa il pareggio, avendo sofferto negli ultimi venticinque minuti in dieci contro undici. Non abbiamo mai dato grossissime chance, se non una con Perica che è riuscito a calciare e ha fatto un bell’intervento Mirante, che ha certamente fatto almeno due parate di livello. Ma anche noi siamo ripartiti, abbiamo avuto delle situazioni in fase offensiva importanti, però poi siamo stati poco produttivi e incisivi: dobbiamo essere più convinti. Si può sempre subire gol, ma se quando hai l’opportunità incidi anche tu, ti ritrovi a dover recuperare meno di quello che sarebbe se non riesci a concretizzare».

Il pallino lasciato all’Udinese – «L’avevamo un po’ preparata in questo modo, cercando di essere belli compatti e chiusi per poi tentare di ripartire, così come  siamo riusciti a fare diverse volte nel primo tempo. Poi non abbiamo finalizzato: ha avuto quell’occasione Mattia, ha avuto un paio di buone opportunità Saphir, ma all’ultimo siamo sempre un po’ lenti e macchinosi e perdiamo l’attimo della giocata e della finalizzazione. Il modo di impostare la partita era un po’ quello che ci eravamo detti, poi chiaramente si può sempre fare meglio».