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Rassegna stampa 29/09/2018

Donadoni: “Abbiamo giocato bene ma siamo stati poco cattivi. Non mi sento in discussione, penso a far crescere la squadra”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal tecnico rossoblù Roberto Donadoni al termine di Inter-Bologna 2-1.

Colpa nostra – «La squadra se l’è giocata anche in nove contro undici, c’è scoramento per non aver ottenuto un risultato positivo nonostante la prestazione. Se non ce l’abbiamo fatta, però, è per demerito nostro, ci manca la giusta determinazione e sulle occasioni da gol che ci capitano dobbiamo essere più incisivi e non aspettare lo svolgimento degli eventi. A volte il nostro gioco è un po’ troppo scontato, e non cerchiamo la giocata con la cattiveria necessaria».

Arbitraggio così così – «Sui falli di mano in area di rigore, ogni arbitro interpreta a modo suo. Ha poco senso parlarne, ma di sicuro il braccio di D’Ambrosio non era attaccato al corpo. Quel che mi lascia ancora più rammarico, è la distribuzione dei cartellini. La prima ammonizione di Mbaye andava pesata di più, ha reagito dopo essere stato provocato. Certamente il secondo giallo è frutto di un’ingenuità, che in quell’occasione il ragazzo non debba intervenire così è chiaro. Per quanto riguarda il rosso a Masina, l’entrata è indubbiamente molto dura, ma avrebbe dovuto essere contestualizzata e valutata dopo aver considerato l’intero svolgimento dell’azione».

Palacio in campo… – «Se Palacio può essere un esempio per Destro? Gli esempi sono presenti su ogni campo, il punto è che bisogna capirlo e imitarli. Certamente Rodrigo è un giocatore dal quale bisognerebbe prendere spunto, è uno da elogiare per tutto ciò che fa. Se tutti gli undici in campo giocassero come lui, gli allenatori sarebbero sempre contenti».

… e Destro in panchina – «Non mi diverto a non far giocare i miei giocatori. Quando si decidono le formazioni non si possono considerare solo i gol fatti, la lettura delle partite comporta anche valutazioni di altro tipo».

Panchina in bilico? – «Non mi sento in discussione, penso a lavorare. Chiaramente non è una decisione che spetta a me, il mio compito è quello di far crescere la squadra».