Donadoni:

Donadoni: “Giusto approccio alla partita ma la Juve è una realtà troppo lontana”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate al termine di Bologna-Juventus dal tecnico rossoblù Roberto Donadoni. Tanti i complimenti per la squadra allenata da Massimiliano Allegri, e poco da ridire sull’atteggiamento dei suoi ragazzi.

Partita senza storia – «L’approccio alla partita è stato giusto, la Juventus a fine primo tempo s’è ritrovata avanti di due reti senza aver creato più di tanto. Il primo gol l’abbiamo preso su un’ingenuità, abbiamo fatto un fallo evitabile al limite dell’area che ha portato alla punizione vincente di Pjanic. La nostra valutazione in merito alla partita non è negativa, la differenza l’ha fatta la determinazione feroce di una grande squadra come la Juventus, ogni contrasto lo vincevano, bisogna riconoscere la loro grande prestazione. Fatico a trovare pecche nella mia squadra, semplicemente i bianconeri sono stati di un altro pianeta».

Mirante in difficoltà – «Capita che tutti facciano degli errori, è chiaro che se li fa il portiere ci sono poche possibilità di rimediare, ma Mirante è un professionista molto consapevole e un valore aggiunto per la nostra squadra, non certo un problema. Se Da Costa avesse avuto le stesse possibilità di Antonio magari avrebbe a sua volta avuto delle incertezze, non è così che bisogna ragionare, non si può sempre considerare esente da colpe chi non gioca e puntare il dito su chi scende in campo».

Juventus straripante – «Quando la palla arrivava ai nostri attaccanti, avevano venti centimetri di spazio per reagire, mentre quelli della Juve avevano più facilità di giocarla. Questo è frutto del timore, loro sono stati bravi a battere su questo tasto, ad accorciare, a raddoppiare, a giocare con forza. A differenza di un mese fa, oggi i bianconeri hanno fatto la loro partita a 360 gradi, non appoggiandosi solo sulle prodezze di un singolo. Noi potevamo fare meglio, regalare meno palloni, ma questo era dovuto alla pressione che gli avversari ci hanno messo addosso, noi non siamo stati abbastanza lucidi da capire che sono umani come noi».

Destro, sorriso ironico – «Sono d’accordo sul fatto che non sia bello che Destro sia uscito ridendo, domani gli chiederò perché l’abbia fatto».

Bologna sempre sconfitto dalle big – «Cerchiamo sempre di impostare le partite in un certo modo e siamo stati sempre competitivi con le grandi, penso alle prestazioni fornite contro Inter, Napoli e Milan. Di fronte a buone squadre come Roma e Lazio abbiamo sofferto ma non ci hanno massacrato, solo oggi la Juventus ha dimostrato tutto il suo valore. Oggi si è vista in campo la squadra che ha vinto sei scudetti di fila, e in panchina avevano giocatori per un valore complessivo di 200 milioni di euro. Sono queste le valutazioni che vanno fatte, noi sappiamo di dover crescere, ma bisogna avere pazienza e non prendere la Juve come riferimento per crescere, è una realtà troppo lontana».

Pulgar in continua crescita – «Rispetto alla stagione passata Erick ha acquisito consapevolezza e convinzione, quest’anno mi sta piacendo molto da punto di vista dell’attenzione e della personalità, fa molto bene anche nel possesso palla. È uno dei pochi ragazzi che ha la cattiveria agonistica che serve, secondo le statistiche è il giocatore che corre di più in tutta la Serie A».