Il solito Bologna in salsa Donadoni, Destro e Pulgar i meno peggio

Donadoni: “Non eravamo polli prima, non siamo fenomeni adesso. Lavorando così si raggiungono risultati importanti”

È un Roberto Donadoni visibilmente soddisfatto quello che si presenta nella sala stampa dello stadio Dall’Ara dopo la convincente vittoria per 2-0 del suo Bologna contro il Torino di Sinisa Mihajlovic. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni del tecnico rossoblù.

Nessun rimpianto – «Guardarsi indietro serve a poco, le esperienze passate devono sempre insegnare qualcosa ma non eravamo polli prima e non siamo fenomeni adesso. Quando la squadra si muove unita, resta compatta, attacca e difende in undici, vengono fuori partite così, anche contro avversari di qualità superiore. Se giochiamo con questa attenzione e con questa rabbia, tutto diventa più semplice anche sul piano fisico, chi ha corso per 120 minuti a San Siro oggi non ne ha risentito perché non era stanco a livello mentale. Nel momento in cui fai questo salto in avanti trovi energie diverse, da gare del genere bisogna imparare tanto per poi trovare continuità».

Fase difensiva e concorrenza positiva – «I quattro difensori hanno fornito una prestazione assolutamente positiva ma mi è piaciuto il modo di difendere di tutta la squadra, anche se si può ancora migliorare. Mi piace questo tipo di competizione all’interno della rosa, tutti vogliono ritagliarsi il loro spazio e hanno un approccio di un certo tipo sia in settimana che in partita. Questa è la ricetta giusta per crescere, io l’ho vissuto sulla mia pelle anche da calciatore, se lavori in questo modo puoi raggiungere risultati davvero importanti».

Super Dzemaili e il suo futuro – «Facciamo che non ne parliamo più da qui a fine campionato, faccio fatica a dare una risposta sensata a riguardo, l’unica cosa che so è che Dzemaili resterà fino al termine della stagione. Da qui a giugno passeranno tanti mesi e tante riflessioni, però in questa squadra e in questa società ci sono persone di parola, quindi se Blerim ha preso la sua decisione credo che la porterà avanti, non è una pedina che possiamo muovere a nostro piacimento sulla scacchiera. Alla fine sono certo che prevarrà il buonsenso, ma se le cose sono già stabilite penso che verranno mantenute così».

Motivazioni forti – «Con tre punti alla volta si fa presto a salire, ripeto, non eravamo degli stupidi un mese fa e non siamo degli Einstein adesso. Andiamo avanti a lavorare con tranquillità, consapevoli che qui non c’è nessuno senza stimoli e che non sono tre risultati positivi o negativi di fila a cambiare la maniera di approcciarsi al lavoro dei miei ragazzi. Io non ero demoralizzato prima e non sono euforico adesso, sono felice per i ragazzi, ancora una volta hanno dimostrato di essere un bel gruppo».

Paura di nessuno – «Oggi l’Inter ha ottenuto la sesta vittoria di fila, noi martedì sera a San Siro ce la siamo giocata alla pari, poi è chiaro che ci sono valori tecnici innegabili, ma non si parte mai sconfitti. Oggi ad esempio ho visto la Juventus contro la Lazio, i bianconeri con la Fiorentina sembravano pieni di problemi ma quando scendono in campo con il giusto carattere possono segnare quattro-cinque gol a chiunque. Noi puntiamo a dare sempre il massimo proprio perché abbiamo in testa questa idea, di giocarcela con tutti senza paura».

Esterni invertiti a gara in corso – «Di Francesco ha fatto un lancio di sinistro che non lo sa nemmeno lui (ride, ndr). Verso fine primo tempo ho invertito lui e Krejci per dare qualche riferimento in meno agli avversari, in generale mi sono piaciuti ma devono imparare a capire e gestire meglio alcune situazioni, a smarcarsi meglio, a ricevere nel modo giusto il pallone. Poi destra o sinistra cambia poco, è qualcosa che va ad incidere solo in presenza di determinate caratteristiche dei loro dirimpettai, ma entrambi possono giocare su tutti e due i lati».

Di Francesco e Krafth in crescita – «Partiamo dal presupposto che sono due ragazzi meravigliosi sul piano caratteriale, e già questa è una garanzia. Poi è chiaro che quando magari ti trovi in una realtà nuova, magari anche in una categoria nuova come nel caso di Federico, tutto viene moltiplicato e magari ti porta a voler eccedere, a sembrare più nervoso, ma fa parte del processo di crescita. Anche Emil sta acquisendo certi meccanismi partita dopo partita, lui è molto bravo a ripartire ma sta migliorando tanto anche in fase di chiusura, ho in paio di situazioni difensive si è destreggiato da grande giocatore».

Da Torino al Torino, alti e bassi rossoblù – «La partita dell’andata non è stata il nostro punto più alto, come non credo che quella di oggi sia stata il punto più alto della stagione fin qui. All’Olimpico abbiamo concesso troppo spazio a giocatori fisici come Belotti e preso tre gol in modo molto ingenuo, fino a quel momento stavamo ribattendo colpo sul colpo dopo aver trovato il gol del pareggio con Taider, certe disattenzioni si potevano evitare. Comunque, là abbiamo giocato in 55-60 metri, oggi siamo rimasti compatti in 30-35, e così facendo abbiamo reso la vita molto più difficile agli avversari».

Verdi, rientro in grande stile – «Il ritorno in campo di Verdi mi è sembrato molto positivo, subito ha battuto male una punizione ma poi ha calciato in porta in modo pericoloso tre-quattro volte, ha dato segnali estremamente positivi, sono contento soprattutto per lui dopo quello che ha passato. Non posso dire che abbia già i novanta minuti nelle gambe perché si allena con noi soltanto di una settimana, ma la sua autonomia sta crescendo. Anche Sadiq è rientrato, e stiamo portando nella migliore condizione Petkovic, sono tutti giocatori che torneranno molto utili da qui in avanti».

Toro interessato a Donsah – «Io non ho comunicato niente alla società e dalla società nessuno mi ha detto niente, oggi l’ho inserito come primo cambio a centrocampo e questo significa che credo nel ragazzo e nelle sue qualità. Godfred sta migliorando, anche lui si è finalmente messo alle spalle una serie di problematiche fisiche che ne avevano minato la continuità negli allenamenti, è un giocatore di ottima prospettiva e il fatto che il Torino lo voglia è significativo. Noi però vogliamo farlo crescere ancora qui».

Rush finale di mercato – «Non mi aspettavo niente di particolare neanche prima, se non il fatto di riflettere, pensare, discutere, fare tutti insieme le considerazioni giuste. Se ragioniamo solo nell’immediato e in funzione del risultato, ovvero se siamo quartultimi cambiamo tutto e se siamo decimi non cambiamo niente, non va bene. E quindi da qui a fine mercato, se si farà qualcosa, lo si farà soprattutto in ottica futura».