Donadoni:

Donadoni: “Non è con i leziosismi che dimostriamo di essere grandi. La classifica è bella ma serve più attenzione”

Terzo successo consecutivo in campionato, non succedeva da quattro anni. Sulla panchina del Bologna c’era Stefano Pioli, e quell’anno i rossoblù chiusero al tredicesimo posto. Naturalmente i tifosi sperano che stavolta il Bologna possa raggiungere una posizione di classifica più allettante, ma dopo il derby vinto contro la Spal ci ha pensato Roberto Donadoni a mantenere tutti coi piedi per terra, non lesinando elogi per i suoi ragazzi ma invitandoli alla prudenza, ponendo in particolare l’accento su concetti come costanza, concentrazione e duro lavoro. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate del tecnico dei felsinei in conferenza stampa.

Bastone e carota – «Ciò che mi fa contento è il risultato, questa terza vittoria consecutiva ha un peso notevole e la continuità che abbiamo dato è importante, ma non posso dire di essere contento al 100%. Non siamo stati bravi a gestire alcuni momenti e a capire che la Spal è un avversario complicato, da non affrontare con superficialità. Su questo dobbiamo riflettere, è sicuramente un aspetto da migliorare».

Vietato abbassare la guardia – «Il futuro lo costruisci dal presente, e il nostro presente parte da domattina. Dobbiamo prepararci al meglio per le prossime partite, perché non approcciandole come si deve possiamo sprecare quanto di buono fatto fino ad ora. La classifica è bella, ma dobbiamo mantenere alta la soglia dell’attenzione o perderemo tutto il nostro potenziale».

Donsah può fare ancora meglio – «Godfred è cresciuto in tanti piccoli dettagli, ma deve ancora lavorare tanto nella gestione della palla. Ha una buona solidità, il che è positivo per lui e la squadra, ma il suo cammino è ancora lungo. Può e deve dare molto di più».

Destro non è un problema – «Mattia sta lavorando tanto e bene, sono sicuro che arriverà il suo momento».

Due anni in rossoblù – «Il tempo ti consente di crescere e migliorare, è fisiologico. All’inizio porti entusiasmo e voglia di riscatto, ora è passato parecchio tempo dal mio arrivo, le cose progrediscono e arrivano risposte di altro tipo».

Verdi e Palacio a confronto – «Il potenziale di Verdi è enorme, ma deve imparare da Palacio per quanto riguarda applicazione e continuità. Rodrigo in questo senso è un esempio, la sua qualità è data anche dall’essenzialità».