Donadoni:

Donadoni: “Oggi non si salva nessuno, in primis il sottoscritto. Il Torino ci è passato sopra”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate dal tecnico del Bologna Roberto Donadoni al termine del match perso 3-0 dai suoi ragazzi all’Olimpico contro il Torino.

Un Bologna mai visto – «Il Bologna ha interpretato la partita sottotono sotto tutti i punti di vista: fisico, della voglia di contrastare, dell’impatto. Per tale motivo è venuta fuori questa partita, il rigore sbagliato ne è la dimostrazione, senza cattiveria sportiva sbagli e perdi. La cosa mi fa veramente arrabbiare, dobbiamo crescere e capire perdere ci sta, giocare così no. Una prestazione come quella odierna non l’avevamo mai fatta e questo mi fa pensare che sia un episodio fine a se stesso, ma è qualcosa che dobbiamo dimostrare nelle prossime partite. Se riusciamo a capire quanto valiamo, nel girone di ritorno possiamo fare anche più di 24 punti, ma dobbiamo esserne convinti noi per primi».

Nessuna assoluzione – «Mi aspettavo di trovare il Torino con questo modulo, perché Mazzarri non poteva aver avuto tempo di portare le sue idee di gioco, quindi dal punto di vista dell’assetto non ci sono state sorprese. Loro sono stati bravi ad essere aggressivi, ci hanno tolto i tempi di giocata, noi ci siamo mossi poco nonostante i quattro giocatori offensivi. Siamo stati troppo passivi, e quando giochi così perdi palla, i contrasti, ti sbilanci e vai in difficoltà continua. I problemi visti oggi non sono stati fisici ma mentali, non siamo mai stati all’altezza con il ragionamento. Mi bolle il sangue, perché se giochiamo come oggi le perdiamo tutte, il Torino ci ha camminato sopra. Dobbiamo recitare tutti il mea culpa, in primis il sottoscritto, poi dobbiamo che il Bologna non può e non deve essere questo ed è necessario reagire».

Cambio di modulo – «La disposizione tattica non ha inciso sul risultato, quando siamo passati a tre a centrocampo abbiamo comunque sofferto, oggi abbiamo completamente mancato di incisività e la nostra passività ha fatto la differenza. Noi non riuscivamo a fare gioco, sulle seconde palle arrivavano sempre gli altri, queste sono cose che non dipendono dal modulo. I loro terzini oggi ad esempio spingevano e difendevano, noi non siamo riusciti a fare lo stesso in nessuna zona di campo».

Verdi non è distratto – «Continuo a dire che se io fossi un calciatore e venissi associato ad una grande squadra la cosa mi stimolerebbe, dovrei essere contento del fatto che si parli di me. Questo ritornello secondo cui le voci di mercato distraggano Verdi deve finire».

Pulgar rigorista – «Sono i ragazzi a scegliere chi calcia i rigori a seconda dei risultati in allenamento, Pulgar li tira molto bene ed è il nostro rigorista designato».

Abbondanza offensiva – «Non è vero che schierando quattro giocatori offensivi subito non avrei avuto cambia disposizione: Petkovic, Orji, Krejci e Falletti sono carte offensive che possiamo sempre giocarci. Quando ho tolto Verdi, ad esempio, ho potuto inserire un altro attaccante che mi desse velocità, non l’ho sostituito con un difensore e quindi non credo di aver trasmesso il messaggio che secondo me la partita fosse già finita».

Nessuna sufficienza – «Parlavo molto con Di Francesco perché giocava sulla fascia accanto alla panchina, ma gli chiedevo anche di portare messaggi ai compagni, lui non ha sbagliato più di altri. Lo stesso Verdi non ha dato abbastanza continuità alla sua prestazione, oggi abbiamo giocato male tutti».