Donadoni:

Donadoni: “Palacio mi fa paura, può arrivare così fino a 38 anni. Ora non abbassiamo la guardia”

Il terzo risultato utile consecutivo, la terza vittoria in trasferta, sempre per 1-0, nonché la terza partita della stagione che il Bologna termina senza subire gol. E i rossoblù si portano con autorevolezza nella parte sinistra della classifica. Roberto Donadoni si presenta in sala stampa a Marassi per commentare la bella prova dei suoi ragazzi, evidenziando la splendida prestazione di Rodrigo Palacio e coccolandosi Simone Verdi, appena convocato in Nazionale dal c.t. Ventura per le sfide contro Macedonia e Albania.

Un’altra vittoria pesante – «Sono soddisfatto e contento per i ragazzi, per la prestazione che hanno offerto, dobbiamo però mantenere i piedi per terra e la concentrazione a livelli importanti. Diversamente, il rischio è di replicare una prestazione come quella contro il Cittadella, spauracchio che dobbiamo tenere bene a mente. Oggi nel primo tempo abbiamo fatto meglio che contro il Sassuolo, e questo è un passo in avanti, una nota di crescita, ma nella prima frazione di gioco dobbiamo comunque riuscire a finalizzare di più. Mi è piaciuta la disponibilità da parte di tutti, giocatori tecnici e meno tecnici. Non solo le vittorie devono darci autostima e morale, ma anche le belle prove, come ad esempio la partita importante che abbiamo giocato contro l’Inter, al termine della quale non abbiamo raccolto quanto meritavamo. Adesso non pensiamo che le cose siano semplici, visto che fino alla settimana scorsa mi veniva fatto presente che avevamo due punti in meno rispetto a quanti ne avevamo l’anno scorso dopo lo stesso numero di partite. Dobbiamo capire che non conta solo quello, quest’anno le prestazioni sono più positive».

Verdi di nuovo azzurro – «Sono davvero contento della prestazione che Simone ha offerto stasera, da calciatore vero e non solo da giocoliere che ogni tanto regala un numero che entusiasma e poi scompare. Oggi è stato continuo, e questo deve essere il suo obiettivo. Se posso dargli un contributo bene, so che se viene gratificato c’è una mia piccola percentuale, ma per la sua crescita sono fondamentali innanzitutto i compagni. Se lo vediamo prima a sinistra, poi in mezzo, poi a destra e anche a centrocampo, è perché i compagni gli consentono di non dare nessun punto di riferimento, stanno attenti ai movimenti e a conservare l’equilibrio. Per noi è imprescindibile ma può diventarlo anche per la Nazionale».

Professor Palacio – «Prima di arrivare da noi in estate si è sempre allenato da solo, e a questo punto della stagione è già in questa condizione. Tutto ciò, unito al fatto che un giocatore con il suo palmarès si è calato rapidamente nella nostra realtà, dimostra la sua serietà come professionista e come uomo. Durante la settimana è importante anche per le parole che riserva ai suoi compagni, non parla a vanvera e non usa mai parole in eccedenza, ma quel che dice lascia il segno. È un giocatore che dà garanzie, e a volte mi fa quasi paura per quanto corre e per le energie che consuma, perché penso che non ha più 25 anni. Poi mi ricordo della sua professionalità, e mi dico che così può arrivare fino a 38».

Reparto offensivo – «Gli attaccanti non devono stare solamente nelle loro posizioni, ma muoversi con continuità. Interpretare una gara limitandosi a svolgere il compitino non è sufficiente, proporsi e concludere a rete è invece stimolante, è un incentivo. Oggi l’hanno fatto molto bene sia Verdi che Palacio e l’ha fatto un po’ meno bene Petkovic, che sotto questo punto di vista deve migliorare, perché ha un potenziale immenso. Nel secondo tempo ho fatto entrare Destro perché rispetto a Bruno ha qualità più da finalizzatore».

Genoa, situazione difficile – «Il Genoa ha una classifica che non rispecchia le prestazioni espresse anche nelle partite precedenti a questa, e che ho esaminato insieme ai miei collaboratori per preparare la gara di oggi. La squadra ha spessore, carattere e volontà, sono sicuro che tornerà fuori dalla mischia».