Rassegna stampa 26/02/2018

Donadoni: “Partita complicata e vittoria importante. Verdi premiato con la fascia da tutta la squadra”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate dal tecnico rossoblù Roberto Donadoni in conferenza stampa dopo il rotondo successo per 3-0 ottenuto dai suoi ragazzi al Dall’Ara contro il Benevento.

Vittoria importante – «Siamo partiti bene, poi c’è stata una leggera flessione dopo l’occasione concessa che ha portato al loro palo. Quando poi abbiamo trovato il gol ci siamo sbloccati, e a quel punto avremmo dovuto essere più bravi a trovare il raddoppio anche su azione e non su palla inattiva. A parte questo sono contento, era una partita complicata e abbiamo trovato una vittoria importante. Mi auguro che questo successo ci faccia lavorare con serenità in vista di Napoli, come sempre ci tengo a sottolineare che non era tutto da buttare prima di questa partita e non sarà tutto più facile solo perché oggi abbiamo vinto».

Verdi a furor di popolo – «Quella di assegnare la fascia di capitano a Simone è stata una volontà corale, espressa in seguito alla proposta di Mirante. Questo è un segnale importante, significa che oltre alla stima professionale si è instaurato anche un bel rapporto umano. Vedremo se nelle prossime partite il capitano sarà ancora lui o quello di oggi sarà stato solo un episodio, deciderà la squadra».

De Maio merita rispetto – «Tifosi e media devono capire che i loro giudizi sono troppo influenzati dai risultati ottenuti sul campo. Si dice sempre che “nel calcio funziona così”, ma questo non significa che sia giusto. Finora De Maio ha trovato meno spazio ed è capitato che venisse beccato dal pubblico, il suo gol di oggi e il seguente abbraccio di tutta la panchina, me compreso, dovrebbe far capire che il rispetto non dovrebbe mai mancare. Oggi hanno fatto bene sia lui che Mimmo Maietta, è importante che i giocatori meno utilizzati mostrino un atteggiamento così positivo».

Simone spenga il telefono – «Non ho sentito le voci su Verdi perché è qualcosa di cui non mi curo, ma se veramente Marino ha detto che Simone vuole rimanere nell’anonimato non me ne curo, non mi tange. Evidentemente l’unico a trovarsi nell’anonimato è proprio chi ha detto queste cose, perché al momento non sta lavorando. Io posso dire che al ragazzo ho consigliato di spegnere il telefono, ora la sua decisione è un capitolo chiuso e dobbiamo metterci tutto alle spalle. I pareri dei tifosi non sono obiettivi, non può essere che se uno decide di cambiare squadra allora è un mercenario, mentre se uno decide di restare nella squadra in cui milita è un cattivo professionista, non funziona così. Non è più il calcio di sessant’anni fa dove i giocatori venivano spediti nelle altre squadre e dovevano anche stare zitti, ora in primis viene ascoltata la loro volontà».

Gladiatori di centrocampo e non solo – «Dzemaili ha giocato l’ultima gara due mesi fa, gli manca il ritmo partita. Non ha fatto una delle sue performance migliori, eppure non giocando 100% ha segnato, è un segnale importante. Si giocherà il posto assieme a tutti gli altri, non ha una maglia garantita, non ce l’ha nessuno. Poli deve migliorare alcuni aspetti del suo gioco, deve imparare soprattutto a moderare un’eccessiva e troppo aggressiva comunicazione che gli fa perdere delle energie, ma oggi davanti alla difesa ha fatto bene e comunque è stato bravo a gestirsi. Un altro giocatore di grande intelligenza è Palacio: sa leggere le situazioni, fa salire la squadra e la fa respirare. Sta tornando ad essere quello della prima parte di campionato, al livello a cui era arrivato prima che un piccolo infortunio lo penalizzasse».

Retroscena – «Ad un certo punto mi sono arrabbiato con Masina perché dopo aver subito una botta non è tornato in difesa e abbiamo rischiato di prendere gol. Se si fosse rotto tibia e perone l’avrei perdonato, altrimenti dev’essere chiaro che anche da zoppo mi aspetto che torni ad aiutare in difesa».

La battuta… del rigore – «Un rigore oggi? L’avrebbe tirato Pulgar. Non giocava? L’avrei inserito non appena ce l’avessero fischiato».