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Rassegna stampa 20/04/2017

Donadoni: “Con questa forza mentale possiamo fare ottime cose”

Dopo due mesi il Bologna torna alla vittoria, e lo fa piegando il Palermo 3-1 sotto gli occhi del chairman Joey Saputo, allo stadio insieme al padre Lino e alla madre Mirella. Queste le parole del tecnico rossoblù Roberto Donadoni al termine della gara.

La partita – «Abbiamo subito avuto una grandissima opportunità con Krejci a tu per tu con il portiere.  Non sfrutti quell’occasione e poi subisci gol in quel modo dopo pochi minuti: mentalmente può essere davvero pericoloso e difficile da superare. Noi che stiamo a bordocampo a volte facciamo fatica a capire determinate sfumature, ma l’aspetto psicologico ha veramente un peso enorme. È stato bravo Viviani a mettere quella palla e Mattia a trasformarla. Una volta andati sull’1-1 mentalmente è tornata la consapevolezza che quella poteva essere una partita che si doveva e si poteva vincere. La squadra è tornata a giocare in un certo modo, e mi è piaciuto. Mi è piaciuto il fatto che Rizzo, che da tanto tempo non giocava dal primo minuto, abbia fatto una partita anche dal punto di vista fisico importante, così come Viviani, e Maietta ha tenuto novanta minuti. Mi fa piacere che tutti quanti abbiano dato un grande contributo, compresi i giocatori che sono entrati dopo. Dando ai ragazzi la formazione, questa mattina in albergo, avevo proprio detto che era fondamentale che i giocatori non presenti da subito in campo avessero dato l’apporto giusto. Questo è stato positivo, noi abbiamo bisogno di tutti quanti. Chi oggi è stato un po’ meno fortunato dal punto di vista del minutaggio tornerà sicuramente utile nel prosieguo. Se loro hanno questa forza mentale di comprenderlo e nel quotidiano fare quello che si chiede loro, allora troveranno spazio e faremo altre prestazioni buone».

Destro – «Lui ha trovato anche una forma fisica migliore. Lo stesso presidente se n’è accorto guardandolo, quindi solo a colpo d’occhio si vede che è un giocatore più asciutto e reattivo: ne traggono vantaggio anche i suoi riflessi e i suoi movimenti. Ha fatto un gol da attaccante di razza, un assist importante, ha lottato su certi palloni e non siamo abituati a vedere molto Mattia in quelle vesti. Se lui invece fa diventare questo il suo leitmotiv, allora ne acquista anche la sua prestazione, soprattutto agli occhi della gente diventa ancora più importante. La gente vuole giocatori che combattano, lottino, sudino: se lui oltre alla qualità e all’importanza nel trasformare le occasioni in gol riuscisse a mettere anche questo, avremmo veramente ottenuto un grande risultato. Trovatemi una squadra che non abbia bisogno di un centravanti. Non c’è una squadra che non abbia bisogno di un attaccante di razza che a fine anno riesce magari a garantirti dieci-dodici gol. Chi ha questo, ha un grande vantaggio. I gol chiaramente non nascono da soli, ci sono quei calciatori che riescono a tirartene fuori quattro-cinque dal cilindro facendo tutto da sé ma hanno comunque sempre bisogno dell’aiuto della squadra, così come la squadra ha bisogno dell’apporto del centravanti non solo in fase di finalizzazione ma anche di non possesso palla, lottando. Più Mattia comprende questo e si avvicina a questo modello, più diventerà un attaccante straordinario, poi diventerà difficile poterlo trattenere».

Viviani ma non solo – «La mediana è sicuramente il reparto un po’ più florido in questo momento. Oggi sono rimasti fuori Taider, Pulgar e Donsah, che sono giocatori che possono giocare e oggi sono entrati in campo.  Da una parte questa cosa mi piace molto, dall’altra mi spiace perché qualcuno deve essere sempre sacrificato. Quando l’atteggiamento è questo, quello che si sente maggiormente in difficoltà sono io ed è bello e giusto che sia così. Viviani ha fatto due partite consecutive, per esprimere certi giudizi è assolutamente ancora prematuro, quindi andiamoci calmi. Secondo me può fare ancora di più e meglio di quanto non abbia fatto, ma questo è il pensiero che ho di molti suoi compagni di squadra. Questa è stata una vittoria importante, abbiamo ottenuto tre punti, ma domenica avremo un cliente che ha ‘solo’ battuto la Roma 2-1 rimontando un 1-0. Questo dimostra quanti giovani interessanti abbia questa squadra, che tipo di forza e di impatto abbia, quindi prepariamoci bene per la prossima».

Krejci – «Credo che oggi abbia pagato soprattutto un aspetto fisico. Lui è un ragazzo estremamente generoso. Veniva dall’impegno con la Nazionale, non è tornato subito perché ha avuto influenza, febbre ed era stato male di stomaco. Poi è tornato e il primo giorno non si è allenato, successivamente è tornato a disposizione perché è uno che non si tira mai indietro, però credo abbia un po’ pagato questo, che non lo ha fatto essere brillantissimo anche in fase di rifinitura. In ogni caso, è sempre un giocatore per me importante.  Perché l’ho schierato a destra? Ho visto che così aveva giocato bene in Nazionale».

Il ritorno alla vittoria – «Vincere fa bene ed è importante per tutti. Venivamo da un periodo in cui non riuscivamo a fare i tre punti e questo mentalmente poteva cominciare a pesare un po’. Credo che la risposta più bella sia stata quella dei primi quindici minuti. Quando hai un’occasione importante, non la trasformi, subisci gol e poi reagisci come hanno reagito i compagni credo sia soprattutto uno sblocco mentale necessario. Oltre a quello ci vogliono anche i gol e i risultati: sono arrivati, siamo felici di questo ma dobbiamo sapere che i pericoli sono sempre in agguato. Non cambia assolutamente nulla rispetto a quello che era il modo di pensare di una settimana fa, quando ancora non avevamo vinto. Se saremo bravi in questo, allora daremo continuità altrimenti saremo un po’ costretti a vedere questi alti e bassi, che ovviamente non sono il percorso di una squadra importante: noi dobbiamo cercare di esserlo».

Gastaldello – «Ha fatto un errore, come lo aveva fatto Acerbi nel Sassuolo sul 2-0 e hanno perso 3-2. Lui lo ha fatto, noi abbiamo vinto 3-1, quindi è in vantaggio lui su Acerbi».

Saputo – «Dopo la partita non mi ha detto nulla».

La punizione – «È una tipologia di calcio chiaramente studiata, poi ci vogliono i piedi di Verdi, Viviani o Krejci o qualcuno che calcia in quel modo. Avevo in mente di far rifiatare Viviani, poi si è presentata quell’occasione e so che lui lì è pericoloso. Se riesce a superare la barriera spesso diventa letale, e così è stato. Mi fa piacere per lui che oltretutto è un ragazzo che ha avuto lo scorso anno dei problemi e non è mai riuscito ad avere una condizione fisica ottimale. Mi auguro per lui che abbia superato tutto questo e sia sempre a disposizione».

Okwonkwo – «È venuto a ringraziarmi dopo la partita. Avete visto che tipo di cilindrata ha sulla palla che gli ha dato Gastaldello e lui l’ha raggiunta in velocità. Il calcio non è fatto solo di velocità e corsa, ci sono altre cose, ma è un giovane che abbiamo pensato di tenere con noi questa settimana. Fatalità, è arrivata anche l’opportunità di schierarlo. Gli ho detto che quando un ragazzo arriva a questi livelli e ha modo di esordire, è sempre una lama a doppio taglio. È una situazione importante per diventare qualcuno, ma può essere anche pericoloso se non si ha la testa, quindi con questi giovani bisogna saper lavorare molto dal punto di vista mentale. È un ragazzo che mi piace veder lavorare con noi, ha tanti aspetti positivi ma è anche acerbo, e giocare in Serie A è dura».