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Donadoni:

Donadoni: “Questa partita psicologicamente significa molto”

Riparte da Roma la rincorsa del Bologna verso la salvezza aritmetica. Il punto con cui i rossoblù tornano a casa dall’Olimpico interrompe la striscia di sconfitte e conferma la squadra di Donadoni come quella in grado di fermare le cosiddette grandi. Ecco le parole del tecnico rossoblù dopo l’1-1 dell’Olimpico.

La gara – «Veniamo da un momento negativo ma il nostro impegno non manca mai, stasera abbiamo risfoderato intensità e determinazione. Lo spirito è stato estremamente positivo, abbiamo fatto una prestazione di spessore e di carattere. Avevamo anche tutte le difficoltà numeriche del caso visto che avevamo tanti giocatori fuori. Ieri abbiamo perso anche Constant per un problema a un flessore e con Donsah che era a mezzo servizio, tanto è vero che lo abbiamo dovuto cambiare perché non ce la faceva. Questa partita dal punto di vista psicologico significa molto, e sarà importante per il nostro prosieguo. Pur difendendoci bene, siamo anche ripartiti bene, forse con qualche preoccupazione eccessiva nel distendersi perchè temevamo il valore degli avversari. Le risposte che sono arrivate questa sera sono state positive, anche perché sono entrati Pulgar e Krafth, giocatori che sinora hanno giocato meno».

La libertà a Totti – «Non l’abbiamo lasciato libero, semplicemente eravamo preoccupati di quello che poteva accadere sugli esterni visto che la squadra di Spalletti è molto veloce, ed il problema era restare attenti alle spalle. Abbiamo concesso molto ma ci sono distanze che vengono memorizzate e capite. Questa è una partita che insegna molto e che ci dà fiducia».

Il Milan (che sta sostituendo Mihajlovic con Brocchi, ndr) – «L’unica via che conosco adesso è quella che da Roma porta a Bologna. È quella che faccio volentieri. Il resto sono solo considerazioni che lasciano il tempo che trovano».

La Nazionale – «Io prossimo CT? Non c’è niente a cui debba rispondere. Tutti gli allenatori avrebbero piacere ad allenare la Nazionale, se qualcuno dicesse una cosa diversa vorrebbe dire che non ama la sua professione e non ama il suo Paese. Controindicazioni nel fare il CT? Non ce ne sono. Io credo che molti lo dicono solo a chiacchiere. Molti farebbero carte false pur di allenare la Nazionale».

Destro – «Spero che ricominci ad allenarsi con noi in settimana. È un giocatore che ci dà un valore aggiunto, conto di poterlo avere quanto prima anche per lui. Ha bisogno di ritrovare il campo per giocarsi le sua carte fino in fondo per sperare di andare in Nazionale».