Donadoni:

Donadoni: “Rugani andava espulso e su Keita era fallo, ma la differenza l’hanno fatta i nostri errori”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal tecnico rossoblù Roberto Donadoni al termine di Juventus-Bologna, match che ha visto i suoi ragazzi sconfitti per 3-1 dalla capolista.

Più di un rimpianto – «Abbiamo giocato un ottimo primo tempo, poi il pareggio è arrivato ingenuamente e questo ha dato vigore alla Juventus. Subito dopo Krafth ha comunque avuto la possibilità di fare 2-1 ma gli è mancato il primo controllo, e in quei frangenti la qualità fa la differenza. Spesso siamo stati troppo precipitosi oppure titubanti, come nell’andare a contrastare Douglas Costa, e la differenza in negativo l’hanno purtroppo fatta i nostri errori».

Arbitraggio rivedibile – «Rugani andava espulso, mentre in occasione del secondo gol Khedira ha commesso fallo su Keita, anche se va detto che in quelle condizioni basta poco per perdere l’equilibrio».

Cambi obbligati – «Krafth è uscito per un problema fisico e anche Verdi, che ha avvertito un fastidio alla schiena».

Pulgar assenza pesante, ma… – «Erick è già un perno della squadra ma Crisetig oggi ha fatto una grande prestazione, pur avendo caratteristiche diverse, dimostrando di essere un grande professionista».

Keita e Avenatti – «Cheick ha ancora tanta strada da fare ma ci sono alcuni aspetti del suo gioco che mi piacciono molto, in particolare palla al piede. Felipe, a dispetto della stazza, è estremamente tecnico, ma deve diventare più cattivo nei duelli usando il fisico contro l’avversario».

Crescita a rilento – «Il compito di ogni allenatore è quello di far crescere la propria squadra, ma nel calcio ci sono dei livelli, dei limiti oltre ai quali magari qualche giocatore non riesce ad andare o fa fatica a raggiungerli».

Serve pazienza – «Bisogna continuare a lavorare sodo, e a Bologna c’è un ambiente ottimo. La società mira a far crescere i giovani, valorizzarli e proporli in seguito a squadre di prima fascia: per noi sarebbe facile chiedere investimenti di 50 milioni sul mercato, invece abbiamo una filosofia diversa e sappiamo che il presidente ha investito tanto in questi anni. Bisogna avere equilibrio, consapevoli della dimensione in cui siamo cerchiamo di portare tutti ad un livello superiore».

Felice a Bologna? – «Sì, la famiglia vive benissimo in città, mia figlia va all’asilo e non ci sono assolutamente problemi».

Verdi ancora a Bologna? – «Simone deve decidere con la massima libertà e serenità il proprio futuro professionale, noi adesso dobbiamo pensare solo alle ultime due partite di campionato».