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Donadoni:

Donadoni: “Sarebbe stato meglio avere 12 punti”

E bottino pieno fu. Terza gara di campionato al Dall’Ara e terza vittoria per il Bologna, che dopo Crotone e Cagliari piega anche la Sampdoria. È un Donadoni sereno, sorridente e soddisfatto quello che si presenta in sala stampa, che si concede qualche battuta ma che richiama anche tutti al fatto che c’è ancora da lavorare e da soffrire. Ecco le parole del tecnico rossoblù.

La gara – «Non eravamo partiti bene, ma la parte centrale della partita l’abbiamo fatta molto bene e di questo sono contento per i ragazzi. Giocavamo contro un avversario che aveva perso due partite che probabilmente non meritava di perdere, e contro un avversario tosto e difficile abbiamo dimostrato non solo di essere all’altezza, ma anche di meritare la vittoria».

Arrabbiato con Di Francesco per il fallo? – «Ma no, anche perché Federico è un generoso, uno che non si tira mai indietro, e se si guarda l’episodio si vede che è entrato sicuramente deciso ma non ha colpito nessuno. Come ho detto anche a lui, serve sempre ragionamento e raziocinio, ma sono quei peccati di gioventù che insegnano. Così facendo ha complicato un po’ la vita a se stesso e alla squadra ma qualcosina bisogna anche concedere».

Verdi – «Rientra nella schiera di quei giocatori di grandissima qualità che magari difettano un po’ nella continuità. Questa è una cosa che è capitata anche a me quando ero giocatore, quindi capisco. È un calciatore con un talento immenso, che deve ancora crescere molto, che sta facendo bene e ha molti margini che possono proiettarlo a platee e squadre importantissime. Dipenderà da lui quanto riuscirà a limare, capire e comprendere questo tipo di discorso. È un percorso che sta facendo bene, sono soddisfatto di quello che ha prodotto finora, anche se ci sono delle cose che vanno migliorate. Il gol? Lui ha una facilità incredibile di calciare sia di destro che di sinistro, capisce di calcio, si fa fatica a dire quale sia il suo piede migliore. Abbiamo davvero creato l’occasione su quello che avevamo immaginato potesse accadere nella partita contro questo tipo di avversario. Lui ha messo la palla dentro con una violenza e una precisione incredibili, ma devo dire che anche l’assist era di tutto rispetto. Se ho mai fatto un gol bello come il suo? No, mai fatto gol, io».

In partita fino alla fine – «Noi, così come tutte le altre squadre, non posiamo permetterci il lusso del contrario. Laddove il tasso tecnico è superiore alla media, magari qualcosa puoi concedere perché qualcosa riesci a rimediare con altre qualità, ma se riesci a unire le due cose diventa veramente una potenzialità importante. Noi non abbiamo un grandissimo tasso tecnico, questo si può riconoscere, ma non possiamo essere inferiori agli altri dall’altro punto di vista, altrimenti diventa troppa la differenza».

Krejci, ala antica e moderna – «Come ho detto a Castelrotto, basta vederli allenare. Giocatori, o meglio persone, come lui e Nagy, che vengono da un contesto di un certo tipo hanno nel loro DNA una grande professionalità, e quando hai questa dote tutto diventa più semplice, non tanto per il giocatore quanto per l’allenatore. La strada che macina, la qualità che ci mette, insieme all’intensità e alla quantità, sono veramente straordinarie. Sono davvero soddisfatto. Forse deve essere ancora più incisivo in fase conclusiva, perché nel primo tempo gli sono capitate due o tre situazioni in cui si vede che c’è un po’ di desuetudine nel trovarsi in quelle situazioni e quindi a trasformarle: è un processo di crescita».

Di Francesco elogiato per l’impatto due gare fa: Destro ha recepito – «Nulla da aggiungere. È un messaggio che è arrivato perché lui ha i mezzi e le qualità, ma non era un messaggio per lui, era un monito che volevo trasferire a tutti quanti. Krejci si è trovato lì due-tre volte e poteva fare gol, Mattia ci è andato con grande cattiveria e ha fatto una rete strepitosa. Penso che se la velocità massima di Mattia è 100 all’ora, lui ancora è a 85, quindi figuriamoci un po’ che margini ha. Se riesce ad arrivare a 100 sono situazioni veramente difficili da gestire per i difensori. Deve crescere ancora da questo punto di vista, sono contento per lui che abbia fatto un gran gol perché questa è una rete da attaccante».

Dzemaili – «Ragiona prima di muovere le gambe, questo è il segreto di tutti i giocatori di livello superiore. In carriera ho visto tanti che dal punto di vista fisico lasciavano un po’ il tempo che trovavano, però poi con il ragionamento arrivavano sempre prima. Questo perché riuscivano a prevedere: lui ha un po’ questa qualità ed è importante».

Prima mezzora difficile: la svolta da quale episodio? – «Mi piace pensare che siano stati i miei urli in campo (ride, ndr). Non è così, o meglio, è una parte, però a volte le cose accadono senza che ci sia un motivo ben preciso. È chiaro che in quel modo era difficile, quindi appena avevo un attimo di tempo con qualcuno cercavo di spiegare questa cosa, poi ti va bene un episodio che ti dà fiducia e morale e da lì siamo ripartiti».

9 punti – «Sarebbe stato meglio averne 12 (ride, ndr). È positivo ma dobbiamo ancora crescere, lavorare e stare con i piedi per terra. Abbiamo vinto tre partite, ma c’erano in palio altri 6 punti che abbiamo un po’ sciupato. Magari avrebbero potuto anche non esserci, ma giocandoceli diversamente da come ce li siamo giocati. Dobbiamo lavorare molto, crescere e sapere che ci sarà da fare tanta fatica. Mi auguro che i nostri tifosi siano soddisfatti ma noi vogliamo essere soddisfatti di loro, perché ci saranno momenti in cui ci sarà da soffrire e il loro apporto diventerà determinante. Noi ce la metteremo sempre tutta, ma dateci una mano anche voi perché serve».

Il gol di Verdi come quello di Van Basten all’Europeo? – «Dovrei rivederlo. Direi che quello di Van Basten ha un coefficiente di difficoltà 12, questo 8 o 9. Come dinamica un po’ si avvicinano, ma quello di Van Basten era decisamente molto più difficile, parecchio più fuori dalla porta, sul palo opposto: quelli sono gol da fenomeni. Se è nato un bomber in casa? Un mini-bomber. Quando ne avrà fatti 10 allora dirò sì, adesso è ancora molto presto».