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Donadoni:

Donadoni: “È stata una buona partita ma la trasferta di Udine sarà tosta e difficile”

Il netto successo per 4-0 sul Verona permette al Bologna di passare il turno in Coppa Italia: ora, agli ottavi, l’avversario sarà l’Inter a San Siro. Queste le parole del tecnico rossoblù Roberto Donadoni, che finalmente ha ritrovato una squadra brillante.

La gara e le risposte arrivate da chi sinora ha giocato meno – «Anthony ha fatto due gol, sono contento per lui ma è importante che capisca, come devono capire i compagni, che per fare gol qualche volta devi andare davanti alla porta e quando vai davanti alla porta succede di poter segnare, come è successo a lui. Questo mi piace, sono contento per lui e per chi da tempo non aveva modo di fare novanta minuti e li ha fatti reggendo bene anche dal punto di vista fisico. Qualcuno è ancora un po’ in ritardo, qualcuno ha ancora qualche difficoltà: non siamo partiti bene, non siamo stati bravi nei primi 20-25 minuti ad essere corti e stretti, concedendo troppi spazi e troppe possibilità di ripartire in questi spazi. Nel secondo tempo meglio, siamo stati più attenti e questo ha fatto venir fuori una partita differente, anche se quando chiudi il primo tempo 2-0 le cose possono essere un po’ più semplici. Ma non abbiamo mai concesso nulla, direi che parate particolari Gomis non ne ha fatte e questo è significativo. Il fatto di non prendere gol è importante perché ti dà maggiori sicurezze. È stata una buona partita, dobbiamo saper trarre da questo le giuste valutazioni senza fare ragionamenti che vanno oltre il lecito e la logica. Lunedì ci sarà un’altra partita tosta, difficile e complicata, in cui dovremo fare molta più fatica di quella che abbiamo fatto stasera. Chi non ha giocato deve trarre le giuste considerazioni da questo match».

Questa  gara da armi e giocatori in più su cui contare? – «Direi che, in funzione di questa gara, non abbiamo qualche giocatore in più a disposizione: questa partita non significa nulla da questo punto di vista. La considerazione che avevo dei miei giocatori rimane tale e quale a quella che avevo prima di questa vittoria. So riconoscere il loro valore, le loro qualità e le loro potenzialità, ovviamente loro me lo devono dimostrare non solo attraverso le partite ma attraverso la quotidianità: per me questo passaggio è fondamentale. Le motivazioni alla fine sono quell’ingrediente che veramente fa la differenza e che fa sembrare un giocatore dal punto di vista tecnico migliore di quanto non sia: perché vuol dire arrivare un attimo prima sulla palla, avere quell’attenzione che ti consente di anticipare e far fruttare meglio le tue capacità tecniche. A volte, invece, come abbiamo fatto nei primi venti minuti, siamo un po’ troppo preoccupati, e questo lascia in mano il gioco agli avversari che poi, in funzione della qualità che hanno, ti possono creare problemi. Una squadra può avere due o tre occasioni e mancarle mentre una squadra top può averne una sola e ti castiga. Dobbiamo essere bravi ad avere ancora di più queste attenzioni e queste motivazioni al massimo. Donsah? È uscito per scelta tecnica».

I minuti iniziali – «Non è stata una questione di ingresso in partita. Esistono squadre che hanno la convinzione ancora più accentuata nelle loro possibilità e nei loro mezzi, e questo incentiva tutto. Quando invece sei troppo preoccupato  di quello che gli altri possono fare o di sbagliare qualcosa, inevitabilmente sbagli. È già un pensiero errato in partenza e non dobbiamo toglierci questo tipo di atteggiamento e questo tipo di preoccupazione. A parole può sembrare facile, invece è complicato, soprattutto con i giovani».

La gara con l’Udinese – «Sarà una partita estremamente complicata e difficile contro una squadra che ha qualità, forza e sa che quella è una partita importante in questo momento del campionato. Lo è per loro e lo è ancora di più per noi. Se non andiamo con questo atteggiamento aggressivo, determinato e convinto soffriremo più del lecito».

Destro titolare – «Oggi volevo che in campo ci fosse una squadra assolutamente all’altezza della situazione.  Ho fatto questa scelta, ha risposto bene, ha corso e lottato. Può sicuramente fare meglio di quanto abbia fatto ma è stato determinante sul passaggio e sul sapersi smarcare bene sul secondo gol, nel mettere quella palla davanti al portiere a Mounier. Spesso ha saputo gestire bene la palla e questo suo aspetto è importante per l’economia del nostro gioco. Se riuscirà, e dovrà farlo, ad essere ancora più incisivo in area di rigore, questo farà ancora di più la differenza».