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Donadoni:

Donadoni: “Tutto merito dei ragazzi, sono davvero molto soddisfatto”

Nel miglior modo possibile, e davanti agli occhi del chairman Joey Saputo che ha potuto così festeggiare il suo 52°compleanno, il Bologna inverte il trend negativo in trasferta e torna a casa da San Siro con un punto, al termine di una prestazione tosta e convincente. Ed è un punto che vale quasi come una vittoria. Di seguito le parole rilasciate dal tecnico del Bologna Roberto Donadoni in conferenza stampa.

La gara «Abbiamo portato via un punto importante e anche creato occasioni importanti. Venivamo da due trasferte che non erano state molto produttive, e contro un avversario con le qualità e la forza dell’Inter posso essere soddisfatto di quanto i ragazzi hanno fatto. È solo merito loro, poi si può sempre fare di più e meglio ed è lecito aspettarsi che possa fare meglio anche l’Inter considerato la differenza di potenzialità nelle due rose. È giusto guardare in casa propria e questo è un punto importante, che fa morale, che ci fa capire tante cose, che possiamo veramente giocarcela con squadre che hanno un peso specifico importante come l’Inter. Da qui si riparte».

Aspetti da migliorare «Bisogna essere bravi nel gestire certi momenti, questa è una delle cose che ancora non facciamo bene. Siamo ripartiti diverse volte ma poi non abbiamo fatto il passaggio in maniera corretta o non abbiamo fatto l’appoggio che andava fatto, con il tempo sbagliato e questo ha condizionato un po’. Alla fine abbiamo anche rischiato di perderla, con l’occasione al 95’ di Ranocchia: bisogna essere più lucidi. Le occasioni che crei in uno stadio come San Siro devi essere bravo a concretizzarle perché non te ne lasciano tantissime. Noi ne abbiamo avute tre o quattro veramente importanti, forse c’era anche un calcio di rigore, vorrei rivedere l’azione. Sono comunque soddisfatto di quello che hanno fatto i ragazzi».

Dove può arrivare il Bologna? «Non mi interessa più di tanto dire dove possiamo arrivare, mi interessa che ci siano una crescita costante, che ci sia la consapevolezza di quello che si può fare e determinare anche contro avversari come l’Inter, che se oggi avesse vinto sarebbe andata vicino alla vetta della classifica e che sta trovando la quadratura a livello di squadra: sarà un cliente tosto per chiunque. Aver fatto risultato dimostra che c’è della stoffa e dello spessore in questa squadra».

Masina «È un discorso di scelte, come per altri, non c’è alcun problema differente da questo».

Gestione della palla «Dobbiamo essere ancora più bravi nel saper gestire la palla e quindi creare pericoli agli avversari. A San Siro ti concedono poche situazioni e lì dobbiamo incidere di più. Dobbiamo anche capire che ci sono momenti e momenti del match, bisogna saper gestire di volta in volta la palla in maniera differente. Abbiamo corso il rischio di vincerla ma anche di perderla, e quindi ci vuole più lucidità e tranquillità, saper capire che a volte bisogna anche saper rifiatare la squadra, e quindi conquistarsi palla o qualche fallo. Sono valutazioni che fanno parte del percorso di crescita di un giocatore e tra l’altro oggi ce n’erano diversi che giocavano per la prima volta a San Siro, e qualcosa a livello mentale possono pagare. A Torino avevano subito cinque gol e a livello inconscio qualcosa può rimanere dentro, un po’ di paura eccessiva resta, ma pian piano bisogna cercare di togliersela e sviluppare le nostre capacità».

Inter con quattro punte nel finale «La manovra diventa un po’ più imprevedibile, perché è meno lineare, ma entrano in gioco altre componenti prettamente individuali. CI sono giocatori di grande impatto fisico e qualità tecnica, ed è chiaro che quando trovi una squadra come noi che riusciva a chiudere gli spazi provi anche la giocata individuale e saltano un po’ gli schemi classici. Ovviamente quando hai una panchina di questo genere cerchi di sfruttarla anche dal punto di vista individuale e l’Inter ha provato a fare così»

E un Bologna che sa soffrire? «Sì, ma deve anche saper gestire meglio queste situazioni, e quindi avere più equilibrio e continuità. Questo ti dà più certezze e sicurezze, invece a volte un appoggio sbagliato o un disimpegno fatto male innescava loro, e questo metteva tensione eccessiva addosso e si stava cinque-dieci metri più indietro di quello che era lecito stare. Quando devi ripartire e hai settanta metri davanti fatichi molto di più perché poi devi anche rientrare, e quando davanti hai giocatori veloci e forti fisicamente rischi di pagare dazio: bisogna essere più equilibrati».

Verdi «Sta mettendo in mostra cose egregie. È ancora un giocatore che in certi momenti fa un tocco di troppo, ma sono contento di quello che sta facendo. In molte occasioni è bello da vedere, ma da un giocatore così mi aspetto ancora di più nel saper gestire certi momenti della gara. Diventa fondamentale, in determinati frangenti, saper far respirare la squadra, saper gestire meglio il pallone. Simone ha tutte queste caratteristiche, deve ancora farle sue in certi momenti: ci arriverà, se riuscirà a fare questo salto di qualità diventerà un giocatore veramente importante».

Cosa ha pensato sulla palla fuori di Ranocchia? «Meno male che è fuori… Se avessi sperato che andasse dentro sarei stato un folle, ovvio (ride, ndr)».

I cambi «Gastaldello aveva un po’ di problemi fisici e Krafth uguale, così ho spostato a destra Torosidis per metterlo sul suo piede naturale».