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Gastaldello in azione durante Torino-Bologna 5-1

Gastaldello: “Una brutta bastonata che deve servirci per crescere”

Queste le parole del capitano del Bologna Daniele Gastaldello dopo la sonora batosta rimediata dai rossoblù all’Olimpico contro il Torino.

Sconfitta pesantissima ‒ «Un 5-1 è sempre un 5-1, dispiace e brucia. Nello spogliatoio ci siamo detti che bisogna rialzare subito la testa. Dopo una batosta del genere è inutile fare drammi, perché siamo alla seconda partita di campionato. Bisogna anzi capire dove si sbaglia, dove si sono fatti errori e non commetterli più. Fare drammi in questo momento è sbagliato, non bisogna esaltarsi quando le cose vanno bene e non deprimersi quando vanno male, soprattutto dentro lo spogliatoio ci deve essere equilibrio».

Mancanza di cattiveria ‒ «È mancata un po’ di cattiveria, abbiamo preso dei gol frutto di errori nostri che con un po’ più di cattiveria si potevano evitare. Gli errori li abbiamo commessi, non si può tornare indietro, si deve pensare al futuro e cercare di migliorare. Penso che la squadra possa e debba migliorare ancora tanto e anche un 5-1 brutto così può paradossalmente fare bene».

Gli errori dei ragazzi ‒ «Non c’è da puntare il dito contro nessun ragazzo. Anzi, proprio stasera, anche se le cose sono andate male, faccio i complimenti a tutti i nostri giovani perché ci mettono l’anima durante la settimana e si impegnano. Questa è la cosa importante, poi se qualcuno sbaglia o commette un errore io sono il primo, dentro lo spogliatoio, ad andare lì e tirare su la testa senza nessun problema quando vedo che un ragazzo si impegna. La prima cosa è l’impegno, gli errori li commetto io, a 33 anni, ed è giusto che li facciano anche i ragazzi di 20 anni. L’importante è che abbiano sempre lo spirito giusto e ci mettano impegno».

L’autostima ‒ «La crei migliorando, andando avanti e lavorando. Siamo alla seconda gara, venivamo da due vittorie considerando anche la Coppa Italia, e oggi ci sono anche i meriti dell’avversario, che è di un’altra categoria. Noi però non eravamo gli stessi delle passate partite. Dobbiamo fare un esame di coscienza e capire dove si è sbagliato per cercare di non commettere più questi errori».

Dopo il pareggio è mancata continuità ‒ «Sinceramente per me è stata tutta la partita. Non si è vista una squadra aggressiva, che voleva vincere e imporsi. Non solo dopo il 2-1, anche all’inizio siamo stati un po’ rinunciatari. Non vedo l’ora di esaminare la partita, magari da fuori si sono viste cose diverse, ma il risultato dice la verità e dice che il Torino oggi è stato più forte di noi e noi dobbiamo migliorare. Il Torino è una squadra certamente importante, che veniva a pressarci molto e che correva, e noi non siamo stati bravi, non abbiamo avuto la personalità per imporre il gioco come era stato nelle ultime partite. La Serie A è questa e quando sbagli ti puniscono».

La reazione dello spogliatoio ‒ «Abbiamo parlato tutti. Ci siamo guardati in faccia e ai compagni ho detto di alzare la testa e lavorare, perché fare drammi in questo momento è deleterio e non si cresce. Abbiamo preso una bastonata e l’abbiamo presa tutti, giovani e vecchi, perché il Bologna è una squadra completa. Questa bastonata deve servirci a crescere, nessuno escluso. Prendere cinque gol non è mai bello, rode, ma bisogna rialzare la testa e continuare a lavorare».

La sosta ‒ «Servirà per lavorare, come tutte le settimane. Se oggi avessimo vinto 3-0 l’avrei pensata allo stesso modo, ovvero che bisogna lavorare. Se anche avessimo vinto, davanti avremmo avuto comunque 36 partite, e allo stesso modo ne abbiamo ancora 36 da giocare. Oggi bisogna archiviarla, capire dove si è sbagliato per ripartire e non ripetere gli errori. Vedo una squadra che durante la settimana si impegna, lavora, così come abbiamo lavorato molto durante il ritiro e questo ci è stato riconosciuto da tutti, compresi l’allenatore e la società».