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Rassegna stampa 12/12/2018

Inzaghi: “Le imprese non sono impossibili per chi lavora bene. A fine partita avevo i brividi”

Può finalmente tirare un sospiro di sollievo e sorridere Filippo Inzaghi, dopo che il suo Bologna ha centrato la prima vittoria in campionato piegando 2-0 la Roma al Dall’Ara. Proprio così, il suo Bologna, quello che oggi pomeriggio è finalmente atterrato sul pianeta Serie A e ha messo in mostra nel modo più esaltante possibile molte delle peculiarità che caratterizzano il credo calcistico di Pippo. L’ex bomber, felice ma anche visibilmente provato dopo una settimana non banale sul piano della tensione e delle emozioni, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa:

Gara quasi perfetta, vittoria per i tifosi – «Per me l’atteggiamento fin qui non era mai mancato, la differenza principale è che oggi al primo tiro o quasi abbiamo fatto gol, anche le altre partite erano state interpretate in maniera attenta. Per battere una squadra che lo scorso anno ha sfiorato la finale di Champions serviva una gara quasi perfetta, poteva esserci qualche timore con tanti giovani in campo e invece hanno giocato alla grande. Il primo pensiero oggi va ai tifosi, siamo felici di aver ripagato la loro fiducia, si sono dimostrati più intelligenti di tutti e ci sono stati vicini, comprendendo il momento di difficoltà. Però non abbiamo ancora fatto nulla, piedi ben saldi a terra e avanti così».

Argomento – «Svanberg aveva preso un colpo alla testa e ho preferito sostituirlo, anche se in panchina ero a corto di mezzali. Ma in quei frangenti si sopperisce a tutto con l’atteggiamento e la voglia, cosa che i ragazzi hanno fatto. In settimana avevo detto alla squadra di avere più coraggio nel riproporre in partite le cose provate in allenamento, io sono convinto che questa squadra abbia delle qualità e possa crescere molto».

Bravi tutti, anche i sostituti – «Con Okwonkwo mi sono arrabbiato perché in un paio di circostanze poteva segnare il 3-0, ma anche se gli è mancata la finalizzazione ha fatto quello per cui l’avevo inserito e ha messo in difficoltà la difesa della Roma. Bene anche Mbaye quando è entrato, peraltro in un momento non facile, così come Destro, che nel finale ha lottato per aiutare i compagni. Chi sta fuori mi deve sempre dimostrare che merita di giocare: io non guardo in faccia nessuno, per me conta solo il campo».

‘El Ropero’ sugli scudi – «Santander mi era piaciuto anche nelle scorse settimane, se avesse segnato contro l’Inter con quella giocata di testa da centravanti vero avremmo già parlato molto di lui. Ha perso molti giorni di allenamento ed è ancora in cerca della miglior condizione, sono contento si sia sbloccato. Mi dispiace per Falcinelli, che avrebbe meritato altrettanto la rete per il lavoro svolto, peccato per quell’occasione fallita nel primo tempo. Ma sono sicuro che presto sia lui che tutti gli altri attaccanti troveranno la via del gol».

Impresa riuscita – «La Roma è una squadra fortissima con una rosa piena zeppa di grandi giocatori, oggi ad esempio sono entrati dalla panchina Pastore, Under e Kolarov. È filato tutto per il verso giusto ma soprattutto siamo stati bravi a fornire una prestazione quasi perfetta, nel finale avrei voluto anche il 3-0 perché contro corazzate del genere basta un minimo episodio e la partita può riaprirsi. Forse se la giochiamo 100 volte la perdiamo 99, ma nel calcio le imprese non sono impossibili se lavori bene».

Super Svanberg – «Indipendentemente dall’infortunio occorso a Poli, Svanberg avrebbe giocato comunque, Andrea e Dzemaili erano in ballottaggio. Aspettavo il momento giusto per farlo partire dall’inizio, è una mezzala che ci può dare tantissima qualità e regalare grandi soddisfazioni, ringrazio la società per averlo acquistato. Al di là delle sue qualità sia tecniche che fisiche, davvero notevoli, è un ragazzo più maturo della sua età, oggi dopo la sostituzione mi ha ringraziato per averlo fatto giocare. Cercherò sempre di metterlo nelle migliori condizioni possibili per esprimere il suo innegabile talento».

Non solo ‘catenaccio e contropiede’ – «Penso che la squadra vista oggi, con questo atteggiamento e questa intensità, possa giocarsela contro chiunque, tanto con le ripartenze quanto col possesso palla. A tal proposito, mi è piaciuto molto Nagy, su cui mi ero già espresso ieri: è un ragazzo serio, ascolta e ha tanta voglia di imparare. Ma oggi davvero sono stati tutti formidabili in fase di non possesso, nei raddoppi, sul piano della grinta, ho alternative importanti e dovrò essere bravo a capire chi sta meglio».

Turnover obbligato – «Abbiamo iniziato un ciclo di partite molto intenso e per forza di cose mercoledì dovrò cambiare qualche elemento. Dobbiamo abituarci a giocare tre gare in una settimana, è vero che diversi giocatori importanti sono out ma io ho fiducia nell’intero gruppo, so che tutti possono darmi risposte di ottimo livello».

Consigli a Simone in vista del derby – «Mio fratello non ha bisogno dei miei consigli, semmai sono io che devo ancora imparare tanto da lui. È un allenatore affermato e conosce benissimo la Roma, sono sicuro che la Lazio giocherà un grande derby. E sono felice che sia stato un bel weekend per entrambi, soprattutto io ne avevo bisogno (ride, ndr)».

Brividi rossoblù – «Vincere al Dall’Ara è stupendo, ne ho viste e vissute tante in carriera ma quando siamo andati sotto la curva con la canzone di Dalla avevo i brividi, spero di restare qui tanti anni».