A Mihajlovic il premio Gazzetta Sports Awards:

Mihajlovic: “Il miglior Bologna da quando sono qui, non c’è stata partita. I cori li meritano di più i giocatori”

Sei vittorie consecutive in casa, quaranta punti in classifica e salvezza sempre più vicina. Il principale artefice di questa impresa, che a metà stagione appariva quasi impossibile, è certamente Sinisa Mihajlovic, che al termine di Bologna-Parma 4-1 ha parlato così in conferenza stampa:

Dominio totale – «Sapevamo che la nostra salvezza passava dalle partite in casa, abbiamo vinto le ultime sei e non succedeva dal 2002. Allora ne vinsero sette, abbiamo ancora la possibilità di pareggiare il record. Al di là di questo, abbiamo vinto giocando bene, oggi forse è stata la nostra miglior prestazione da quando sono qua. Avevamo già avuto tre occasioni dopo otto minuti, in tutta la gara abbiamo fatto venti tiri in porta, non c’è stata partita. Questo è interamente merito dei ragazzi, che hanno preparato bene la partita, con grande consapevolezza. Quando a inizio anno parlavo di necessità di instillare una mentalità mi riferivo a questo, all’approcciare le partite sempre nello stesso modo e a prescindere dall’avversario, in modo che contro le big puoi provare a fare risultato, e contro tutte le altre puoi quasi sempre vincere. Sono contento perché adesso i ragazzi vanno in campo sapendo quello che devono fare, così come sanno che se non lo fanno sono poi ca..i loro (ride, ndr)».

Un obiettivo alla volta – «Io mi pongo sempre obiettivi, e una volta che li raggiungo mi pongo quelli dopo. Negli spogliatoi ho fatto i complimenti ai ragazzi, ma ho anche detto loro che salvarsi come quindicesimi o come undicesimi non è lo stessa cosa, ora alziamo l’asticella e non accontentiamoci. Se domenica pomeriggio saremo già salvi, l’obiettivo diventerà scalare la classifica».

Che Bologna nei secondi tempi! – «Fisicamente stiamo bene, facciamo allenamenti intesi, quasi superiori ai ritmi che poi teniamo in partita. Abituandoti a lavorare in questo modo, arrivi a un punto della gara in cui gli avversari iniziano a stancarsi, tu ne hai fisicamente di più e allora li batti. Nel calcio la qualità conta, ma se non corri sei finito. Quando sono arrivato qua, negli allenamenti c’era solo volume, non intensità. Gli infortuni iniziali che abbiamo patito poco dopo il mio arrivo erano dovuti al cambiamento che c’è stato nelle sedute, dopo due o tre settimane il fisico dei ragazzi si è abituato e lì abbiamo capito che da quel momento avremmo solo potuto migliorare».

Un campionato da riformare – «Per avere un campionato più giusto, dato che nelle ultime cinque-sei partite ci sono sempre risultati un po’ strani che in altri campionati non si vedono, un certo tipo di playoff e dei playout potrebbero essere un’ipotesi, ma la Serie A dovrebbe ridurre il numero delle squadre».

Esordio in A per Corbo – «Mi piace far debuttare i giovani, lui può diventare giocatore importante, ha personalità e piede. Nelle ultime partite vorrei fargli trovare spazio, compatibilmente alla situazione in cui ci troveremo».

Applausi a scena aperta – «Non succede spesso che tutto il pubblico si alzi per un allenatore, mi fa piacere e ringrazio i sempre splendidi tifosi del Bologna. Penso però che i cori andrebbero indirizzati verso i giocatori, perché sono loro a vincere le partite sul campo».