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Mihajlovic:

Mihajlovic: “Non potevamo iniziare meglio, volevo una prestazione così. Domenica però bisogna vincere ancora”

Prima panchina in stagione e prima vittoria, per di più a San Siro contro l’Inter. Meglio di così, Sinisa Mihajlovic non avrebbe potuto iniziare la sua seconda avventura a Bologna. Ecco le dichiarazioni rilasciate dal tecnico serbo in conferenza stampa al termine del match, vinto 1-0 dai suoi ragazzi grazie ad un’ottima prestazione:

Il miglior inizio possibile – «Preparando questa partita avevo detto alla stampa e anche ai ragazzi che a contare per me sarebbe stata la prestazione e non il risultato, poi è chiaro che meglio di così non potevamo cominciare. Ho cercato di preparala dando ai giocatori solo le informazioni necessarie, senza sovraccaricarli, altrimenti avrei rischiato di mandarli in tilt. Oggi era importante che riuscissimo a mettere in pratica quanto fatto in settimana, dovevamo essere offensivi e allo stesso tempo pronti a soffrire. Abbiamo giocato molto bene nel primo tempo, le uniche due occasioni che l’Inter ha avuto gliele abbiamo concesse noi. Nel secondo c’era da aspettarsi una loro reazione, noi ci siamo abbassati un po’ troppo ma probabilmente è anche dovuto al fatto che in settimana abbiamo caricato molto le gambe dei ragazzi. Ci manca ancora un po’ d’intensità, servono almeno altre due settimane di allenamenti per arrivare al livello di preparazione che voglio. Una vittoria del genere dà certamente autostima, ora dobbiamo tornare al lavoro con concentrazione pensando al Genoa, perché se non vinceremo domenica i tre punti di oggi non avranno avuto nessun significato».

Onore delle armi – «Sapevamo che avremmo potuto influenzare l’atmosfera di San Siro, che più tempo sarebbe passato e più l’Inter avrebbe potuto perdere fiducia. Siamo stati bravi e anche fortunati, ma la fortuna devi essere anche in grado di indirizzarla. Certe occasioni di solito i nerazzurri non le sbagliano, nel complesso non meritavano di perdere e sono sicuro che potranno uscire da questa situazione».

Semplicità e coraggio – «Nell’occasione in cui Poli ha regalato palla a Icardi, gli ho chiesto, se possibile, di passare la palla ai nostri (sorride, ndr). Ho ripetuto ai ragazzi di stare tranquilli e continuare a giocare il pallone, cercando di partire dal fondo ma anche, eventualmente, di alleggerire con dei lanci lunghi. Lo dico sempre ai miei giocatori, devono avere coraggio, e se sbagliano perché hanno tentato una giocata oppure si prende gol non c’è problema, la colpa me la prendo io. Solo prendendoci dei rischi possiamo migliorare la nostra classifica».

Una vittoria di squadra – «4-2-3-1 con Soriano trequartista? No, eravamo schierati col 4-3-3 e Soriano, in fase di non possesso, si alzava per disturbare il centrale. Comunque non voglio parlare solo di Soriano o di altri singoli, se abbiamo vinto a Milano significa che hanno fatto tutti una grande partita: penso a Mbaye, che sono stato indeciso fino all’ultimo se far giocare o se invece schierare Calabresi, ma che alla fine ha giocato e ha fatto molto bene, o a Krejci, che pur entrando dalla panchina ha dato il suo contributo».

Fiducia nei nuovi innesti – «Lyanco lo conosco bene, l’ho voluto io a Torino ed è uno che nella sua carriera è stato sfortunato, se non si fa male può dare tanto. Qualche volta, come tutti i brasiliani, è un po’ ‘ballerino’ e fa dei pallonetti a sedici metri dalla porta, ma ha personalità e qualità e non ha paura di niente. Non conosco l’entità del suo infortunio, dopo l’intervallo ho visto che non ce la faceva e non l’ho voluto rischiare, vedremo nei prossimi giorni come sta. Deve migliorare, ma è un bel rinforzo così come Soriano e Sansone, anche se quest’ultimo oggi non era dei nostri. A Edera avrei voluto concedere qualche minuto, ma ho dovuto fare due cambi obbligati e quindi non ho potuto».

Foto: sportmediaset.mediaset.it