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Mihajlovic:

Mihajlovic: “Oggi uno spirito perfetto, ognuno ha dato quel qualcosa in più che alla fine ti fa vincere”

Seconda vittoria su sei partite, per un totale di sette punti raccolti sotto la sua gestione. L’impatto di Sinisa Mihajlovic si sta rivelando fondamentale per le speranze del Bologna di uscire dalla zona retrocessione, e al termine della sfida casalinga contro il Cagliari l’allenatore serbo ha commentato così la vittoria odierna e il momento della squadra rossoblù:

Lo spirito giusto – «Non è la prima volta che il miglior giocatore dei nostri avversari è il portiere, era successo anche contro Genoa e Roma, ma quello che oggi ho visto di diverso rispetto alle scorse partite è stato lo spirito con cui abbiamo giocato. Non siamo partiti subito così, nei primi minuti eravamo un po’ timidi, poi ho cambiato l’impostazione del pressing e la squadra ha fatto molto meglio. Sono contento perché in settimana ci avevamo lavorato tanto, e oggi la squadra non mi ha mai dato l’impressione di poter perdere, ognuno ha dato quel qualcosa in più che alla fine ti fa vincere».

Analisi del match – «Noi cerchiamo di fare la partita a prescindere da chi abbiamo di fronte, prendiamo sempre alti gli avversari e così facendo oggi abbiamo costretto al Cagliari a cercare spesso dei lanci lunghi, che poi abbiamo gestito molto bene. Gli esterni che oggi hanno giocato dal primo minuto li ho scelti perché uno poteva giocare sul suo piede e l’altro a piede invertito, sapevo che i nostri avversari avrebbero adottato un modulo stretto e volevo metterli in difficoltà sulle fasce, lo stesso Dijks ha fatto una buonissima partita in fase di spinta. A centrocampo ho scelto Dzemaili perché mi serviva un interno con caratteristiche diverse rispetto a Poli, non è una bocciatura ad Andrea per quello che è successo domenica scorsa, per me il passato non conta mai, mi occupo solo del presente».

Soriano, che liberazione! – «Io cerco sempre di giocare per vincere, e per farlo bisogna schierare giocatori di qualità. In questo senso Sansone è molto importante per noi e lo è anche Soriano, che in tutte le partite si era sempre creato delle occasioni per segnare e finalmente oggi ha trovato un gol che può dargli fiducia».

Un fardello da cui alleggerirsi – «Se vogliono giocare, i ragazzi devono rispondere presente quando li chiamo in causa. Quando ho detto che «i giocatori sono liberi di fare quello che dico io» intendevo proprio questo, ma so anche che non è facile. Per un calciatore la componente mentale è importante e la prima parte di stagione non si può cancellare con un colpo di spugna, e spesso succede che appena la squadra va un po’ in difficoltà, i pensieri si fanno più pesanti e subentra la paura di perdere. È un fardello che pesa, ma io sto cercando di far capire a questi ragazzi che soffrire non significa per forza perdere, e anche anche nei momenti meno favorevoli della partita bisogna continuare a pensare positivo, creare gioco e cercare il gol».

Pulgar sul dischetto – «In squadra abbiamo due o tre rigoristi, ho lasciato a Pulgar, Dzemaili e Sansone la libertà di scegliere fra di loro chi dovesse tirare senza litigare. Sono stati bravi a non fare confusione e alla fine Erick ha avuto gli attributi, perché sullo 0-0 non era facile prendersi quella responsabilità».

Lyanco, spirito brasiliano – «Lyanco deve usare la testa, ha grossi pregi ma se esagera rischia che diventino difetti. Quando ha saltato tre uomini e ha tirato da centrocampo, mi sono girato verso la panchina ridendo e ho detto: «È brasiliano, non c’è un c…o da fare». Ha carattere e può diventare fortissimo, ma deve stare più attento».

Trasferta insidiosa – «Torino sarà una trasferta complicata, come quasi tutte del resto in Serie A, ma con fiducia e coraggio possiamo metterli in difficoltà come è successo contro Inter, Juventus e Roma».