Rossettini:

Rossettini: “Il Bologna sta bene e al Dall’Ara non sarà facile, noi però vogliamo vincere”

Una vittoria, quella contro il Crotone, forse più sofferta del previsto. Una sconfitta a testa alta, quella contro l’Inter, che ha lasciato l’amaro in bocca per il risultato ma non per la prestazione. Per il terzo impegno in otto giorni, quello di domani contro il Torino, servirà il giusto mix: il risultato condito da una prestazione gagliarda. Che nel caso specifico potrebbero essere l’uno la diretta conseguenza dell’altra.

Qui Bologna – Quella di domani per il Bologna sarà ancora una gara dalle tante assenze, da Gastaldello ad Helander passando per Torosidis e Taider, ma anche del ritorno di Simone Verdi e della prima assoluta, almeno tra i convocati, per Bruno Petkovic. In settimana c’era stato un piccolo punto interrogativo, poi subito rientrato, per la lieve distorsione alla caviglia rimediata da Blerim Dzemaili contro l’Inter, e per Ladislav Krejci a causa di una contusione al piede ricevuta in allenamento. Come ha spiegato Donadoni alla vigilia, la forte botta ha procurato un ematoma a un dito che poi è stato trattato, per cui anche l’esterno ceco è regolarmente a disposizione. Potrebbe esserci ancora lui (Mounier e Rizzo sono comunque pronti), dunque, nel tridente con Destro e Di Francesco, mentre in mediana si dovrebbe tornare all’assetto con Viviani in cabina di regia supportato da Nagy e dallo stesso Dzemaili. Le fasce difensive dovrebbero essere di pertinenza di Krafth e Masina, con Maietta e Oikonomou al centro. Sono diversi gli appuntamenti previsti nel prepartita di domani: tra gli altri, dopo la presentazione del Bfc femminile (in programma alle 14:10), verrà ricordato Ezio Pascutti tramite la proiezione di un video.

Qui Torino ‒ «Siamo dispiaciuti – ha analizzato alla vigilia il tecnico granata Sinisa Mihajlovic – di aver lasciato dei punti per strada. Io per carattere cerco sempre di alzare l’asticella per stimolare anche i calciatori. Ma non si può poi criticare il gruppo se non ci riesce. Si può quando non si impegna, gioca male o sbaglia approccio. Ma questo non è il caso del Torino. Siamo facendo un buon campionato con record di punti, il quarto attacco della Serie A, 21 punti conquistati in casa. È vero che fuori casa si poteva fare di più, ma solo il Napoli ci ha messo sotto in trasferta. Questa è una squadra che è stata costruita per avvicinare i piani alti della classifica e divertire e lo sta facendo. Per caratteristiche è più votata all’attacco che alla difesa. Il nostro obiettivo ora è rimanere nelle zone alte della classifica provando a far più punti del girone di andata, divertire i tifosi e onorare questa maglia. mo vinto quasi tutte le scommesse fatte grazie alla voglia e applicazione di questi giocatori, ma anche al lavoro di noi che siamo nel Torino. Vorrei più equilibrio nel giudizio di quanto si è fatto. Io ho dato come obiettivo quello di arrivare in Europa in due anni, provandoci fin dal primo. Non bisogna dimenticare da dove siamo partiti e chi siamo. Non significa che abbiamo mollato qualcosa, perché lotteremo fino alla fine. Ma non mi sono piaciuti alcuni giudizi che non rispecchiano la realtà. Il Toro non si deve snaturare: abbiamo una nostra identità di gioco che punta sempre alla vittoria e non dobbiamo cambiarla. Occorre solo avere maggiore lucidità in alcuni momenti della partita. Io preferisco sempre fare un gol più dell’avversario piuttosto che scendere in campo con l’obiettivo di non perdere». Il tecnico serbo si è quindi soffermato sui singoli, parlando dei giocatori che in estate hanno lasciato il Torino e di quelli che sono arrivati (di Rossettini ha tra l’altro detto che «forse è alla sua migliore stagione in A»). Una parentesi su Andrea Belotti, out domani per squalifica: «È vero – ha spiegato Mihajlovic – che è fortissimo, ma segna perché è messo in condizione, perché noi giochiamo aggressivi, pressando negli ultimi trenta metri, grazie al lavoro della squadra».
Alla vigilia è intervenuto, oltre a Mirko Valdifiori, anche lo stesso Luca Rossettini, uno degli ex della gara. «Il ritorno a Bologna? C’è sempre un pizzico d’emozione − ha spiegato il difensore – ma personalmente cerco di pensare sempre al presente, e il presente è qui al Torino. Cerco di fare il massimo, oltretutto dopo una partita, quella con il Milan, per cui io e i miei compagni abbiamo ancora rabbia per quello che è successo. La rivalsa, più che per la passata stagione o la passata squadra, è per la passata partita. Sarà una gara come un’altra, contro una squadra che comunque sta bene, ha dei giovani interessanti e delle individualità forti. Non sarà una passeggiata perché è un campo difficile contro una squadra che la classifica rende abbastanza tranquilla e quindi non avranno grosse tensioni. Noi
sappiamo che vogliamo fare meglio del girone d’andata, e la gara d’andata l’abbiamo vinta per cui dobbiamo cercare assolutamente la vittoria».
Senza gli indisponibili Molinaro, Castan e Avelar, Mihajlovic non ha convocato Maxi Lopez, al quale sempre in conferenza stampa aveva riservato una frecciatina: «Purtroppo la lavatrice c’è ancora», riferendosi ad una frase già pronunciata per commentare i chili di troppo dell’attaccante. Anche i granata dovrebbero scendere in campo con un 4-3-3 con Iturbe o Boyé nel ruolo di centravanti e Iago Falque e Ljajic a supporto.

Le probabili formazioni

Bologna (4-3-3): Mirante; Krafth, Oikonomou, Maietta, Masina; Nagy, Viviani, Dzemaili; Krejci, Destro, Di Francesco.
A disp.: Da Costa, Sarr, Ferrari, Mbaye, Donsah, Pulgar, Rizzo, Mounier, Okwonkwo, Petkovic, Verdi.
All.: Donadoni

Torino (4-3-3): Hart; Zappacosta, Rossettini, Moretti, Barreca; Benassi, Valdifiori, Obi; I. Falque, Iturbe, Ljajic.
A disp.: Cucchetti, Padelli, Ajeti, Carlao, De Silvestri, Baselli, Gustafson, Lukic, Boyé, De Luca, Martinez.
All.: Mihajlovic

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