27 luglio un anno dopo: due Bologna a confronto

27 luglio 2015. Esattamente un anno fa nella tifoseria felsinea c’era preoccupazione e malcontento per un mercato che stentava a decollare, complice un budget relativamente basso (attorno ai 15 milioni) messo a disposizione dell’allora d.s. Pantaleo Corvino. Nella lista della spesa Luca Rossettini (2 milioni), Amadou Diawara (300 mila euro), Antonio Mirante (svincolato), Franco Brienza (svincolato), Matteo Brighi (svincolato), Lorenzo Crisetig (3,5 milioni più bonus) e Luca Rizzo (6 milioni). Un impotente e preoccupato Delio Rossi fu costretto a fare di necessità virtù e, di fatto, a dover schierare in ritiro un Bologna che per larghi tratti ricordava quello della promozione dalla B alla A.
Non che mancassero le idee: Corvino aveva chiuso per Marko Pjaca a 8 milioni e imbastito una trattativa sia per Alfred Duncan che per Gregoire Defrel. Fu però tutto inutile, non c’era la liquidità adeguata e solo in seguito Joey Saputo allargò i cordoni della borsa, mossa che consentì al direttore di dare un volto ben diverso ai rossoblù. Giunsero via via Krafth, Pulgar, Falco, Taider, Destro, Giaccherini, Mounier, Donsah e Crimi.
Dodici mesi dopo sembra ripetersi la stessa storia. Pochi gli innesti sul mercato (Cherubin, Di Francesco, Boldor, Verdi, Krejčí e Nagy), due partenze importanti come Diawara e Giaccherini e un Destro (a cui si è aggiunto a complicare le cose lo stop forzato di Floccari per almeno tre settimane) ancora alle prese con un programma di recuperò che ne consentirà il pieno rientro nei ranghi solo a settembre inoltrato. Facciamo ora un confronto al 27 luglio tra il Bologna targato Delio Rossi e quello di Roberto Donadoni.

2015 (4-3-1-2): Mirante; Ferrari, Rossettini, Maietta (Gastaldello infortunato), Masina; Rizzo, Crisetig, Brighi; Brienza; Cacia, Mancosu.
All.: Rossi.

2016 (4-3-3): Mirante; Krafth, Oikonomou, Gastaldello, Masina; Donsah, Nagy, Taider; Mounier, Verdi (Destro e Floccari infortunati), Krejčí.
All.: Donadoni

Non vogliamo soffermarci di nuovo sul valore della rosa tra le mani di mister Donadoni, lo abbiamo già fatto varie volte, ci permettiamo solo di affermare con estrema serenità che mancano ancora diversi tasselli per poter definire questa squadra davvero competitiva. La speranza, quindi, è che nel giro di poco tempo Saputo decida di rimettere mano al portafogli per evitare ai rossoblù un campionato al di sotto delle aspettative. Le otto sconfitte su dieci partite all’inizio della scorsa stagione rappresentano un evento più unico che raro, ma ci auguriamo siano state anche un prezioso insegnamento: il precampionato perdona, la Serie A no.

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