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L'esultanza di Riccardo Saponara dopo un gol all'Udinese

Anche l’occhio vuole la sua parte

Il Bologna è più forte dello scorso anno? Oggi no, probabilmente si è anche indebolito, perché avere o non avere Giaccherini non è differenza di poco conto. Il mercato, ad oggi, è abbastanza anonimo e non ci sono colpi tali da corsa all’abbonamento, ma ha una sua logica: si punta sui giovani. Analizziamo ora la rosa a disposizione di Donadoni.
Confermati Da Costa e Mirante, è stato promosso a terzo portiere il giovanissimo Sarr. In fase difensiva è cambiato poco o nulla se non il ritorno di Cherubin, giocatore duttile che chiamato a dare il suo apporto partendo dalla panchina può rilevarsi interessante. C’è poi l’innesto di Boldor, rumeno sul quale non ci sentiamo di proferir parola. A paragone possiamo portare Oikonomou: in tanti storsero la bocca al suo arrivo, era un illustre sconosciuto, ma sappiamo tutti com’è andata.
Anche a centrocampo non è cambiato molto, è chiaro però che salvo clamorosi cambiamenti Diawara lascerà il capoluogo emiliano, destinazione Roma. Botta e risposta agente-allenatore-società e l’intenzione del giocatore a cambiare aria, cose già viste da queste parti. Ricordiamo un Mudingayi scontento e costretto a restare, diventando poi in seguito un autentico beniamino del pubblico. Ricordiamo anche il caso più recente di Gaston Ramirez, con l’uruguaiano che fece i capricci fino ad averla vinta. Conviene quindi assecondare Diawara? Sì se nelle casse del club entreranno i soldi richiesti per poi essere reinvestiti, sì se il guineano sarà rimpiazzato a dovere, sì perché con un solo campionato alle spalle non ha ancora dimostrato il suo reale valore, nel bene e nel male. No perché da una società come il Bologna che punta sui giovani non deve passare il messaggio che come ne cresce uno viene subito sacrificato. Decidete voi quale delle soluzioni è la più consona alla realtà dei fatti. Centrocampo che potrà comunque contare su un anno di esperienza in più sulle spalle, cosa che gioverà senza ombra di dubbio.
Dicevamo, il mercato ha una sua logica e in questa logica ci sono Di Francesco e Krejčí, giovani esterni che andranno valutati in Serie A, perché un conto è giocare tra i cadetti o nella Repubblica Ceca, un conto nel massimo campionato italiano. Resta la certezza Mattia Destro, che deve però ripartire quasi da zero dopo un infortunio che lo ha tenuto fermo mesi. Serve una punta o una mezzapunta (Saponara sarebbe il giocatore in grado di far fare il salto di qualità), perché questa squadra non ha il gol addosso, è un dato di fatto.
Particolare non di poco conto avere Donadoni fin dal principio, questo potrebbe spostare e di molto l’ago della bilancia.
Oggi come oggi il valore della squadra è forse peggiorato, o forse sulla falsariga della passata stagione, di sicuro non da file al botteghino. Ma c’è tempo per un paio di innesti interessanti. Anche l’occhio vuole la sua parte.

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