Ecco i numeri del Bologna per la nuova stagione: il 7 a Petkovic, Nagy cede il 16 a Poli e sceglie un insolito 2

Budget ridotto per una rosa da rinforzare con oculatezza e intelligenza

In attesa di capire se sul campo, nelle ultime tre giornate, il Bologna riuscirà a centrare un altro degli obiettivi prefissati a inizio stagione (la salvezza è stata raggiunta, la valorizzazione dei giovani lascia ancora a desiderare), ovvero raggiungere quota 43 punti in classifica, il club di Joey Saputo si sta guardando attorno attivamente per colmare le lacune palesate nel corso di questo campionato. Molto dipenderà dalla conferma di Donadoni, che al momento non sembra in dubbio pur non tirando aria di rinnovo, perché l’intenzione del tecnico e della società è quella di proseguire insieme fino alla scadenza del contratto in essere (giugno 2018). Confermato dal club manager Marco Di Vaio, solo un’offerta irrinunciabile potrebbe spingere l’allenatore ad abbandonare il capoluogo emiliano. Con lui in panchina resta da capire se la squadra verrà di nuovo impostata sul 4-3-3 o se arriverà un’inversione di rotta, magari affiancando una punta a Destro.
Detto che il d.s. Riccardo Bigon potrà agire sul mercato solo dopo la cessione di uno o due giocatori, essendo il budget disponibile estremamente risicato se non pari a zero, va sottolineato come nella prossima sessione estiva di mercato non ci saranno incedibili all’interno della rosa rossoblù: se arriveranno proposte allettanti si procederà al sacrificio, come avvenuto con Diawara. Scendiamo però nel dettaglio, mettendo a nudo le pecche di una rosa capace di salvarsi serenamente ma non di regalare sussulti in positivo.
Per quanto riguarda i portieri, Mirante, Da Costa e Sarr meritano la riconferma. Bene il numero 83 dopo una lenta ripresa dal problema cardiaco che lo ha tenuto fermo circa tre mesi, ma altrettanto bene ha fatto il brasiliano quando è stato chiamato in causa. In questo reparto il Bologna può dormire sereno.
Capitolo difesa. Helander resterà (obbligo di riscatto dal Verona già esercitato), ma andrà valutato meglio dopo appena 9 presenze e diversi problemi fisici. Capitan Gastaldello, reduce da un campionato costellato di errori, avrà un anno in più e qualche certezza in meno. Stesso discorso per Maietta in termini di età, ma le prestazioni dello stopper calabrese lo hanno eletto a leader della retroguardia. In ogni caso, per entrambi gli infortuni sono stati davvero troppi, impossibile quindi non intervenire alla ricerca di due nuovi titolari, vista pure la probabile partenza di Oikonomou. Un altro sacrificabile potrebbe poi essere Masina: trovare un terzino con le sue caratteristiche non sembra impresa ardua e, nonostante un potenziale importante e l’orgoglio di averlo cresciuto in casa, bisogna ammettere che il suo rendimento fin qui è stato molto altalenante, con più bassi che alti. Mbaye si è meritato la conferma facendo vedere buone cose, Torosidis saprà rendersi utile data la sua esperienza, magari anche fungendo da centrale di scorta. Il reale valore di Krafth, infine, rimane un punto interrogativo, ma il numero 4 non dovrebbe muoversi da Casteldebole.
A centrocampo la partenza di Dzemaili direzione Montreal rischia di farsi sentire. Nessuno sotto le Due Torri, nel ruolo del nazionale svizzero, aveva segnato così tanto da oltre cinquant’anni: molto difficile trovare un alter ego del medesimo livello, anche se questo non significa che l’acquisto di un giocatore sulla carta meno importante non possa rivelarsi utile alla causa. Rizzo difficilmente collocabile, troppi anche per l’ex doriano gli infortuni, nonostante le ottime doti tecniche del ragazzo. Nagy resterà, così come Donsah, Pulgar e Taider (obbligo di riscatto dall’Inter), Viviani invece tornerà a Verona, sempre che tra le due società non si raggiunga un accordo con la permanenza di Ferrari e magari di Boldor in Veneto. Un paio di innesti di qualità serviranno, possibilmente anche tre, a seconda delle strategie di mercato.
In attacco i nodi da sciogliere saranno diversi, sperando che per il terzo anno consecutivo non si commetta l’errore di gettare tutto il peso del reparto offensivo sulle spalle di Destro. Di Francesco e Verdi sono giovani di talento che rappresentano il presente e il futuro del club (ammesso che non arrivino offerte da capogiro, e allora tutti i discorsi cambierebbero), senza dimenticare Krejci e Petkovic, alla ricerca della consacrazione, e il giovane Okwonkwo. Sadiq farà ritorno a Roma, mentre dovrebbe arrivare Cerci, con il Bologna che non ha fatto proprio nulla per smentire l’interesse nei suoi confronti. Dal viaggio in Argentina di Maurizio Micheli, braccio destro di Bigon, potrebbe poi emergere il partner dello stesso Destro: più difficile che questo si verifichi pescando in Italia, bottega troppo cara per le attuali tasche rossoblù.
Infine, si aggregheranno in pianta stabile alla Prima Squadra Okwonkwo, Valencia e qualche altro ragazzo dell’attuale Primavera, e torneranno alla base i vari Crisetig, Falco e Mounier, forse solo di passaggio, ma questo è un discorso che andrà affrontato più avanti. La sensazione è che ancora una volta ci si dovrà accontentare dell’obiettivo salvezza, ma il calcio insegna che spesso, anche senza cifre notevoli da investire, si può comunque costruire qualcosa di apprezzabile con oculatezza e intelligenza. In fondo, fare meglio della stagione che sta per concludersi non dovrebbe essere molto difficile.

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