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Due giocatori per ruolo e uomini funzionali al 3-5-2, così Bigon e Inzaghi hanno ricostruito il Bologna

Due giocatori per ruolo e uomini funzionali al 3-5-2, così Bigon e Inzaghi hanno ricostruito il Bologna

Fatta eccezione per l’arrivo last minute di Danilo, il Bologna targato Pippo Inzaghi ha avuto la possibilità di cementarsi in piena estate, a Pinzolo prima e a Kitzbühel poi. Merito di un mercato mirato, attento ed evidentemente concordato con il tecnico, che potrà contare su uomini adatti a giocare con il suo 3-5-2 e su almeno due elementi per ogni ruolo. Una rosa ampia e ben allestita assicura coperture e ricambi in caso di infortuni e squalifiche, e permette di tenere sempre ben alta l’asticella della competitività fra compagni, necessaria per sudarsi la maglia ogni settimana. Oltre ai dieci acquisti per la Prima Squadra (considerando anche il rientro di Paz dal prestito al Lanús), sotto le Due Torri sono approdati anche una ventina di ragazzi destinati alle giovanili, dei quali i vari Corbo, Cossalter e Kastrati sono solo la punta dell’iceberg. Insomma, una piccola rivoluzione.
Le incognite, come è chiaro, non sono svanite nel corso di una sola sessione di mercato. Alcuni nuovi acquisti ad oggi sono solo avvincenti scommesse, giocatori che non hanno mai masticato la Serie A e di cui non è ancora stato misurato il valore in un campionato maniacalmente tattico come quello italiano. Nel contempo, tra gli altri, Mirante, Masina, Di Francesco, Crisetig, Krafth, Falletti e Avenatti hanno fatto le valigie, e a queste cessioni va aggiunta la spada di Damocle che è la partenza di Verdi, non sostituito da un fantasista di pari valore. Il messaggio di allenatore e società sembra essere chiaro: vietato affidarsi per un altro anno agli strappi di un singolo, molto meglio costruire un gruppo coeso in cui le responsabilità siano distribuite equamente. Fondamentale, inoltre, risvegliare dal torpore alcuni elementi scivolati in panchina durante la passata stagione e mai più rialzatisi, uno su tutti Krejci, che potrà rivelarsi importante nella staffetta con Dijks sulla fascia sinistra. Sull’altra corsia agiranno invece Mattiello e Mbaye, con il compito di ripiegare all’occorrenza in difesa per aiutare i tre centrali, ma anche di far piovere in mezzo all’area la giusta quantità di palloni per le punte.
Il reparto più ricco e variegato è senza dubbio il centrocampo, con ben sette giocatori a contendersi il posto: il guerriero Pulgar, l’infaticabile Poli, il trascinatore (e adesso anche capitano) Dzemaili, l’imprevedibile Donsah, il geometra Nagy, la stellina Svanberg e persino la ‘mina vagante’ Orsolini, che durante il ritiro Inzaghi ha provato da interno. A proposito di mezzali, queste dovranno sentirsi libere di tentare la giocata, aggredire gli spazi e buttarsi a turno in area, quasi come attaccanti aggiunti. Già, gli attaccanti: Destro, Falcinelli, Palacio e Santander (in mero ordine alfabetico e non di gerarchie) dovranno faticare parecchio per convincere un campione del mondo da 316 gol in carriera di meritare una maglia da titolare. Senza dimenticare Okwonkwo, già capace lo scorso anno di mettere in mostra le sue qualità e possibile arma letale da inserire a fine partita, per dare il colpo di grazia alle gambe inevitabilmente più stanche dei difensori avversari.
A proposito di interrogativi irrisolti, la retroguardia resta l’osservata speciale, sia per la nuova disposizione a tre che per gli interpreti. De Maio e Gonzalez, che nel loro primo campionato in rossoblù non hanno convinto appieno, avranno insieme a Danilo il compito di fare da chioccia agli esordienti Calabresi e Paz. A completare la lista dei sei centrali è Helander, giovane-vecchio con già due anni di Serie A alle spalle, un paio di presenze in Champions e un Europe Under 21 vinto da protagonista con la sua Svezia. Un pacchetto sulla carta ben assortito ma tutto da verificare sul campo, e che dovrà offrire la miglior copertura possibile ad un portiere nuovo di zecca, Skorupski, e a Da Costa, ultimo superstite con Mbaye del Bologna che il patron Saputo ha cominciato a costruire ormai quattro anni fa. Alla nascita del Bologna che sarà, invece, mancano solo poche ore, e gli ingredienti per credere che sarà una stagione di svolta non mancano di certo.

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