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Il mercato perfetto

Il mercato perfetto

Sono consapevole che qualcuno storcerà il naso dopo aver letto il titolo di questo articolo, ma a memoria, almeno nell’ultimo decennio, non ricordo un mercato così preciso, intelligente, lungimirante, con le idee chiare, dove nulla è stato lasciato al caso. Un esborso economico non indifferente quello del patron Joey Saputo, con oltre 60 milioni di euro spesi, un ottimo lavoro quello del trio Bigon-Di Vaio-Sabatini, dallo scouting fino alle gestione delle trattative. Squadra a mio parere decisamente superiore rispetto a quella dell’anno passato, seppur sia partito Lyanco e con lui Pulgar, che a dirla tutta non mi ha mai fatto impazzire. Medel è due spanne sopra: giocatore carismatico, dal rendimento costante e di caratura internazionale, la sua carriera è lì a testimoniarlo. Per Erick non c’è stato nulla da fare, come confermato ieri dal d.s. Riccardo Bigon: il cileno classe 1994 ha voluto cambiare aria e in maniera legittima lo ha fatto, accettando la corte della Fiorentina. Buona fortuna.
Importanti e significativi i riscatti di Orsolini, Sansone e Soriano, altrettanto interessanti gli innesti di giovani talenti come Schouten, Skov Olsen e il già idolo Tomiyasu (senza dimenticare Lappalainen, ‘parcheggiato’ temporaneamente ai Montreal Impact). Pure Denswil ha fatto vedere di che pasta è fatto: mancino educato e apprezzabile visione di gioco per l’olandese, destinato a crescere ancora man mano che prenderà confidenza col calcio italiano al fianco della certezza Danilo. Detto di Medel, merita una menzione anche Bani, difensore centrale di sicuro affidamento, e poi Dominguez, intrigante mix di classe e garra che vestirà la maglia rossoblù a partire da gennaio. Positiva la permanenza in avanti di Santander e di un rinato Destro, sostanzioso il mercato in uscita, che ha sfoltito adeguatamente la rosa: soltanto a Paz non è stata trovata una sistemazione, ma chissà che il colosso argentino non possa rivelarsi utile in corso d’opera.
E allora, in conclusione, che campionato farà il Bologna? Se nella passata stagione, già alla prima giornata, si era capito che ci sarebbe stato da mettersi le mani nei capelli, quest’anno il futuro appare roseo e la squadra competitiva, nonostante la delicata situazione del tecnico Sinisa Mihajlovic (che resta comunque un valore aggiunto sul piano sia umano che professionale). È sempre pericoloso avventurarsi in pronostici, ma una collocazione tra l’ottavo e il decimo posto pare davvero essere nelle corde di capitan Dzemaili e compagni. Al campo, come di consueto, l’ardua sentenza.

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