Sì a Poli in rossoblù, purché non sia una cometa

Sì a Poli in rossoblù, purché non sia una cometa

Si è messo in evidenza nel Sassuolo e nella Sampdoria, poi ha vestito la maglia prima dell’Inter e infine, per quattro stagioni, quella del Milan, dove si è un po’ smarrito. Andrea Poli, per caratteristiche, non era il prototipo di giocatore gradito a Vincenzo Montella, e nel campionato che si è appena concluso ha racimolato solo 13 presenze. Ora, dopo aver capito che in rossonero non c’è più spazio per lui, il centrocampista di scuola Treviso è alla ricerca di una nuova esperienza, o meglio di un vero e proprio rilancio, che potrebbe avvenire all’ombra delle Due Torri. Un accordo di massima fra il Bologna e l’entourage del ragazzo c’è già, ma per arrivare alla fatidica fumata bianca servirà un piccolo sconto da parte del club di Li Yonghong, che per il suo cartellino continua a chiedere 2 milioni di euro.
Arrivati a questo punto, un interrogativo sorge spontaneo: operazione alla Dzemaili? Così si dice. Pronto un quadriennale, ma serve chiarezza. Uno o due anni nel capoluogo emiliano? Almeno due, grazie. Se così non fosse, tanto varrebbe trasferirlo subito in Canada. Perché già una volta la tifoseria rossoblù è stata sedotta e abbandonata, perché si tratta di un giocatore ancora nel pieno della maturità calcistica (classe 1989) che nella Serie A italiana può ancora dire la sua, perché sicuramente i mugugni in direzione Montreal, pur con tutta la riconoscenza del mondo, aumenterebbero. Nello stesso tempo siamo certi che qualcuno accetterebbe di buon grado un’altra toccata e fuga di qualità come quella del buon Blerim, ma in atto c’è un progetto e questo progetto ha bisogno di punti fermi. Benissimo Poli, acquisto interessante (e a maggior ragione lo sarebbe Josip Ilicic, accostato anche oggi ai due club di Joey Saputo), purché non sia una cometa.

© Riproduzione Riservata