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Da Costa:

Da Costa: “Qui Sinisa ha creato una famiglia, mai avuto un gruppo così forte. A Skov Olsen dico: vieni a Bologna e non te ne pentirai”

Saggezza, simpatia, carisma, lucidità, e si potrebbe continuare. Tutto questo e molto altro è Angelo Da Costa, uno dei leader indiscussi dello spogliatoio rossoblù, arrivato sotto le Due Torri nel gennaio 2015 e pronto ad affrontare la sua sesta stagione con la maglia del Bologna. Oggi pomeriggio il portiere brasiliano ha parlato in conferenza stampa dal ritiro di Castelrotto, e come gli accade sempre non ha rilasciato dichiarazioni banali, anzi. Da Mihajlovic alla squadra, da Skorupski a Skov Olsen, ecco il pensiero del numero 1 felsineo:

Famiglia Mihajlovic – «Sia io che i miei compagni non vedevamo l’ora di tornare sul campo e riprendere da dove avevamo lasciato, perché la stagione è stata chiusa davvero bene. Ci mancava il clima dello spogliatoio, questo gruppo è diventato come una seconda famiglia, nelle difficoltà ci siamo compattati tantissimo. La notizia del mister è stata una brutta botta, io lo conosco fin dai tempi della Sampdoria e gli ho sempre detto che se lo avessi conosciuto prima avrei potuto fare di più in carriera, la mentalità che ti trasmette lui è unica. Non sono stati giorni facili, anche noi siamo esseri umani e soffriamo, ma conoscendolo sappiamo che non vuole vederci piangere o lamentarci, bensì guardare avanti con fiducia e lottare a testa alta: ne abbiamo parlato con lui e poi tra di noi, è un impegno morale. Inoltre sappiamo di avere a che fare con uno staff fantastico, composta da persone capaci che in qualche modo non ci faranno notare troppo la sua assenza. Certo, è inutile dire che Sinisa non ci mancherà, sarebbe una bugia, ma lui sarà al nostro fianco in ogni momento anche da lontano».

Linee guida chiare – «Non dobbiamo fare niente di più di quello che già stavamo facendo, ovvero lavorare sempre al massimo, dare il buon esempio, rispettare determinate regole, fare le cose che il mister vuole seguendo le indicazioni del suo staff, senza esagerare. Sarà fondamentale avere la sua mentalità dentro e fuori dal campo e trasmetterla ai nuovi arrivati».

Gruppo compatto, piazza speciale – «Credo che questo sia il gruppo più forte che ho trovato in ritiro da quando sono a Bologna, ricordo il primo anno quando non c’erano neanche quindici giocatori (ride, ndr)… Ci stiamo rendendo conto della crescita che è in atto, del resto credo fosse impossibile per un club ripartire quasi da zero, tornare in A e lottare subito per traguardi prestigiosi. Magari abbiamo sofferto più del previsto, ma sia la squadra che la società sono cresciute, e adesso siamo incredibilmente carichi per puntare a qualcosa di importante. A tal proposito, ci tengo a ringraziare di cuore i nostri tifosi per tutto quello che hanno fatto, non ci hanno mai lasciato soli anche nei momenti più difficili. In città ormai ho diversi amici e mi hanno detto che negli ultimi mesi hanno ritrovato la voglia di andare allo stadio: il Dall’Ara pieno è uno spettacolo fantastico e vogliamo sempre vederlo così».

Nuove ambizioni – «L’entusiasmo della gente, l’ambizione del presidente e dei dirigenti e l’arrivo di tanti nuovi acquisti sono tutte cose che caricano ancora di più lo spogliatoio. Vi faccio un esempio per testimoniare la differenza rispetto alle stagioni passate: adesso nessuno vuole andare via da Bologna, anche chi gioca meno o chi ha offerte interessanti preferisce rimanere, perché oltre a trovarsi in una piazza meravigliosa ha capito che qui si sta lavorando per creare qualcosa di grande. Il sogno è l’Europa League, l’obiettivo è andare sempre in campo per vincere, indipendentemente dall’avversario di turno, poi alla fine faremo i conti».

Base solida – «Prima degli scorsi campionati la società è stata molto realista, ha sempre parlato di crescere un passo alla volta, ora invece non basta più fare un punto in più della stagione precedente, soprattutto non basta al mister. Un’altra differenza è che stavolta ripartiamo da un gruppo forte e ben definito, oltre che molto compatto, una base di rosa così importante non l’abbiamo mai avuta. Il resto, come dicevo, lo farà l’ambiente: giocatori e società, da soli, non sono niente, per fare grandi cose c’è bisogno dei tifosi e del loro supporto».

Un grande spavento – «Ho avuto paura dopo la partita contro il Frosinone, ma è durata solo due ore, il tempo di sapere che sarebbe arrivato Mihajlovic. Quando sono andato a casa ho detto a mia moglie: «Sono felicissimo». E lei: «Perché?». Le ho risposto che ero dispiaciuto per la situazione di Inzaghi ma che con il nuovo allenatore ci saremmo sicuramente salvati, perché avrebbe ribaltato la squadra. E così è stato».

Al fianco di Skorupski – «Il mister vuole che i portieri giochino molto coi piedi, senza paura, e che stiano più alti, e a me questa impostazione piace molto. Con Lukasz si è creato un rapporto davvero bello: dopo diversi anni con Mirante mi ero ritrovato un po’ spaesato, non sapevo cosa aspettarmi, ma ho conosciuto un ragazzo fantastico, allegro, intelligente e grande lavoratore. Penso che abbia fatto un buonissimo campionato ma che possa ancora migliorare tanto, ha un potenziale enorme e spesso sono io che imparo da lui, nonostante sia più giovane di me. Anche grazie al lavoro del nostro preparatore Luca Bucci si è creato un bel feeling nel gruppo dei portieri, lavoriamo serenamente e siamo sempre pronti ad aiutarci l’uno con l’altro».

Cuore rossoblù – «Ho il contratto in scadenza il prossimo anno ma con la società non ho ancora parlato, ora non ce n’è bisogno, avremo l’occasione di farlo più avanti. Comunque a Bologna sono felicissimo e la mia volontà è quella di restare, provando sempre a dare il massimo per rendermi utile alla causa».

Andreas, fai la scelta giusta – «È difficile commentare la situazione di Skov Olsen perché non conosco le sue motivazioni, chiaramente a me pare strano che si possano avere dei dubbi o dei ripensamenti su un club come il Bologna (sorride, ndr). Posso dirgli che se deciderà di firmare arriverà in un posto fantastico con dei tifosi meravigliosi, che in squadra si troverà bene e che tutti noi lo aiuteremo a crescere. Insomma, non se ne pentirà».