De Maio:

De Maio: “Di Vaio mi ha chiamato e ho detto subito sì al Bologna”

Prime parole da giocatore del Bologna per Sebastien De Maio, presentato ufficialmente alla stampa questo pomeriggio nel ritiro di Castelrotto. Ad introdurre il difensore francese classe 1987 ci ha pensato il club manager rossoblù Marco Di Vaio: «È stata un’operazione molto veloce, la Fiorentina non lo ha riscattato e dopo un paio di giorni lo abbiamo acquistato, sfruttando la volontà del ragazzo di non rimanere in Belgio e la disponibilità dell’Anderlecht a cederlo. Lo volevamo già un anno e mezzo fa, ora siamo molto contenti che sia con noi per rilanciarsi e tornare ai suoi livelli. Dovevamo completare un reparto che vede in Gastaldello e Maietta due veterani, ma anche arricchirlo dopo l’uscita di Ferrari, che è andato a giocare, e siamo molto soddisfatti. Sebastien conosce bene il nostro campionato e potrà aiutarci a crescere e migliorare». Di seguito, suddivise per argomenti principali, le principali dichiarazioni rilasciate da De Maio.

Dall’infanzia all’arrivo in Italia – «Grazie al calcio ho vissuto una bella infanzia anche in un quartiere piuttosto complicato come Saint-Denis. Non avevo un modello in particolare come difensore, ma sicuramente mi sono appassionato a questo sport guardando Zinedine Zidane. Ho fatto le giovanili al Nancy e successivamente sono arrivato in Italia per un provino al Vicenza, alla fine Maurizio Micheli mi ha scoperto e portato al Brescia».

Perché Bologna – «L’idea di venire qui è nata dopo una telefonata di Marco Di Vaio, a cui ho dato subito la mia disponibilità. L’unica richiesta che ho avanzato è stata quella di trasferirmi a titolo definitivo».

Difensore duttile – «In carriera ho giocato spesso a tre, è una soluzione che mi piace. Sia al Genoa che alla Fiorentina ho comunque lavorato sulla fase difensiva di una linea a quattro o a tre mascherata, non ho alcun problema anche con questo tipo di schieramento».

Primo impatto in rossoblù – «L’ambiente mi ha fatto subito una bella impressione, il gruppo mi ha accolto molto bene. Ci sono tanti ragazzi giovani che hanno voglia di fare cose importanti, alcuni dei quali si affacciano per la prima volta alla Serie A, e altri come me che vogliono riscattarsi dopo un’annata difficile, quindi le prime sensazioni sono state assolutamente positive».