Dijks:

Dijks: “Sono felice a Bologna, ho convinto anche Denswil. Sinisa è speciale, combatteremo per lui. La Nazionale? Speriamo”

Corsa e qualità sulla fascia sinistra, carisma e simpatia nello spogliatoio, una crescita costante e una voglia irrefrenabile di fare sempre meglio, per togliersi tante belle soddisfazioni con la maglia del Bologna e chissà, magari anche con quella dell’Olanda. Oggi dal ritiro di Castelrotto ha parlato Mitchell Dijks, e manco a dirlo non è stata una conferenza stampa banale. Ecco tutte le dichiarazioni rilasciate dal ‘trattore’ rossoblù, che ha compreso perfettamente le domande in italiano ma ha preferito rispondere in inglese:

Nuovo Bologna, nuovo Dijks – «Lo scorso anno non ho e non abbiamo fatto bene nella prima parte della stagione, poi con l’arrivo di Mihajlovic è cambiato tutto, sia in me che nella squadra: il girone di ritorno è stato incredibile, siamo arrivati addirittura decimi e nessuno l’avrebbe mai detto. Io ora mi sento più forte, capisco e parlo meglio l’italiano, i compagni mi guardano diversamente e lo staff tecnico mi chiede di essere un punto di riferimento per gli altri ragazzi, specialmente quelli più giovani».

Tante richieste, una sola volontà – «Alcuni club, tra cui il Milan, hanno parlato col mio agente e col Bologna, ma non si è mai arrivati a qualcosa di concreto. Comunque io sono felice qui e voglio restare, penso di poter crescere ancora e confermarmi come un giocatore importante per questo club».

Mister, sei sempre con noi – «Tre giorni fa abbiamo parlato con lui tramite Facetime e non è semplice, anche per il dispiacere e la preoccupazione legata alle sue condizioni di salute. Il mister è molto importante per me e per tutti noi, si è creata una grande connessione e ovviamente la sua mancanza si sente. I componenti dello staff sono davvero bravi, ma Mihajlovic è qualcosa in più di un grande capo, è una persona speciale. Non so cosa ci riserverà il futuro, posso solo dire che noi pensiamo costantemente a lui, al pari di tutta Bologna: l’unica cosa da fare adesso è rimanere uniti e combattere anche per Sinisa».

Europa, sogno non proibito – «Nella seconda parte di stagione abbiamo battuto grandi squadre come Napoli e Inter, quindi se riusciremo a giocare sempre allo stesso modo perché no, possiamo farcela».

Tre olandesi in gruppo – «L’anno scorso per me è stato piuttosto difficile, nello spogliatoio non avevo nessun connazionale e all’inizio mi sentivo quasi un estraneo, poi col tempo mi sono ambientato. Ovviamente sono molto felice che adesso ci siano altri due olandesi in squadra (Denswil e Schouten, ndr), e loro sono felici di aver trovato me».

Avanti con la difesa a quattro – «Per me è più facile giocare col 4-3-3, è un modulo in cui mi trovo alla grande. Lavorando bene con questo staff tecnico penso si possa riproporre anche il 3-5-2, e in quel caso io tornerei a coprire tutta la fascia sinistra, ma a dire il vero non penso che cambieremo impostazione tattica».

Verso Euro 2020 – «Tanti ne parlano, tanti accostano il mio nome alla Nazionale olandese, e sinceramente penso di potermela giocare, ma al momento il mio unico obiettivo è fare bene col Bologna: sono focalizzato su questo, è la mia priorità. Comunque, speriamo (lo dice in italiano, ndr)».

Argomento – «Stefano è venuto a vederci al Dall’Ara contro il Napoli e siamo rimasti in contatto, mi ha detto che il club lo stava cercando e mi ha chiesto un parere. Allora gli ho detto: «Devi assolutamente venire qui, Bologna e la sua gente sono incredibile». E per fortuna mi ha ascoltato (ride, ndr)».

Gruppo compatto – «La rosa è composta da giocatori giovani e meno giovani, questa credo sia un’ottima combinazione. A maggior ragione adesso che Sinisa non c’è, noi più esperti dobbiamo essere quasi come dei piccoli allenatori o delle figure paterne per i giovani e i nuovi arrivati. Io ho 26 anni, ormai sono vecchio, devo per forza aiutare (ride, ndr)».

Super Takehiro – «Tomi è un bravo ragazzo e affronta ogni allenamento come un vero guerriero giapponese. Mi sembra molto forte e penso potrà essere davvero importante per noi».