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Donadoni: “Col Cagliari mi aspetto una squadra con la rabbia addosso”

Un Bologna con la giusta rabbia e la giusta convinzione. Tutt’altro, insomma, rispetto a quello che due settimane fa nel finire nel primo tempo e poi nella ripresa, si è sciolto sotto i colpi del Torino. Ecco le indicazioni di mister Donadoni alla vigilia della gara con il Cagliari.

Il Cagliari e la gara di domani – «Il Cagliari ha fatto un grande campionato ed era una squadra già solida l’anno scorso. Quest’anno si è ulteriormente rafforzato con giocatori anche d’esperienza come Borriello, Padoin e Isla. Questo dimostra il loro valore e domani dovremo fare una gara dal punto di vista dell’intensità e dell’agonismo molto diversa da quella contro il Torino, perché una squadra come il Cagliari, che va sotto di due gol e poi rimedia, come successo contro la Roma, ha sicuramente una struttura importante. Ha attaccanti molti efficaci e giocatori che in fase offensiva possono veramente determinare. E’ una squadra di assoluto valore che merita grande rispetto, ma noi vogliamo e dobbiamo riscattare una prestazione, dal punto di vista numerico per quanto riguarda il risultato, negativa. Per questo mi aspetto in particolare domani di avere una squadra che abbia questo tipo di rabbia addosso. La gara con il Torino è ormai il passato, ma più che al 5-1 dobbiamo pensare a scendere in campo per far vedere che non siamo una squadra che può incassare cinque gol».

I giovani – «L’obiettivo è farli crescere e farli rendere il più possibile. So di avere del materiale assolutamente buono che però deve ancora crescere e maturare ancora molto. Quindi voglio accompagnare questi giocatori il più possibile in questa crescita. ».

La stagione – «È difficile dare un giudizio sul campionato di una squadra. Quanto più saremo bravi a pensare partita dopo partita, avversario dopo avversario, senza pensare a ragionamenti che vanno oltre questo, più raccoglieremo punti. Ogni partita mette in palio i tre punti, e per noi i tre punti sono fondamentali contro ogni avversario: giochiamoci le nostre carte fino in fondo e ci toglieremo grandi soddisfazioni. Chi ragiona diversamente, magari facendo calcoli, non dico che sia un perdente ma non  è un campione».

I nazionali di rientro – «Li ho ritrovati tutti, stanno abbastanza bene. L’ultimo ad aggregarsi è stato Pulgar per il lungo viaggio. Le Nazionali danno lustro, ma tolgono anche continuità. Mi sono piaciute molto le prove di Di Francesco con l’Under 21, questo è estremamente positivo e significa che sta crescendo bene. E’ un giocatore che arriverà a giocare e la sua crescita deve andare di pari passo con quella della squadra. Nagy può giocare in tutti e tre i ruoli del centrocampo, gliene ho parlato anche ieri. Ha tutte le carte in regola per diventare forte. Sono felice di avere un ragazzo e un professionista come lui, lo vorrei sempre».

Messaggi di unità – «Per dimostrare di essere forti, non basta affidare il compito all’allenatore. Abbiamo cambiato parecchio e perso qualche pedina fondamentale. Adesso si riparte, con entusiasmo e determinazione e con la convinzione di poter fare altrettanto bene. Spero che il tempo per crescere sia il più breve possibile, ho questi giocatori e da loro devo attingere il meglio possibile. Il lavoro però è a 360°, non solo quello sul campo, quando c’è questa collaborazione, compresa quella con i tifosi, nulla ci può spaventare ma ci deve entusiasmare. Abbiamo bisogno di convinzione e partecipazione da parte di tutti, sia di chi va in campo che dei tifosi».

Gli infortunati – «Maietta e Donsah dovrebbero rientrare a pieno regime da martedì, poi dovranno raggiungere i livelli del gruppo. Floccari e Ferrari stanno proseguendo il loro percorso mentre per quanto riguarda Rizzo il recupero sarà più breve del previsto perché non si tratta di un problema muscolare: ha preso una pallonata che gli ha rotto alcuni capillari».