Donadoni:

Donadoni: “Col Napoli per giocarci le nostre carte, Verdi e Petkovic sono in crescita”

Consueta conferenza stampa della vigilia per Roberto Donadoni, che questa mattina a Casteldebole ha presentato la sfida del Dall’Ara contro il Napoli, anticipo serale della 23^ giornata, e ha fatto il punto della situazione in casa rossoblù. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate dal tecnico del Bologna.

Bologna-Napoli 3-2, dolci ricordi – «Quest’anno sarà una partita diversa, anche se la loro tipologia di gioco è sempre la stessa, con giocatori che però hanno cambiato le loro abitudini. Ci troveremo di fronte un avversario di alto livello che sta ottenendo grandi risultati, per metterli in difficoltà dovremo essere compatti e aggressivi. Rispettiamo il blasone del Napoli ma andremo in campo sapendo di poterci giocare le nostre carte».

Destro si è sbloccato – «Quando segnerà sei o sette gol di fila saremo tutti più tranquilli, ma nelle ultime due gare ha avuto un impatto molto importante sul piano dell’atteggiamento».

Diawara e Giaccherini, ritorno al Dall’Ara – «I discorsi sul modo in cui verranno accolti non mi interessano, per me è fondamentale l’aspetto sportivo, tutti noi facciamo delle scelte e ne siamo responsabili. Non voglio commentare nulla, posso solo dire che con loro ho sempre avuto un ottimo rapporto».

Pochi punti contro le ‘grandi’ – «Stiamo attraversando un momento positivo ma sappiamo di dover ancora migliorare sotto certi aspetti. Le squadre più forti non ti perdonano certi errori, è vietato sbagliare le cose basilari».

Verdi e Petkovic in crescita – «Tutti e due stanno più o meno bene e sono in crescita, bisogna comunque dare tempo a chi è stato assente a lungo. Anche Verdi in settimana ha preso una botta alla caviglia, quella non lesionata in precedenza, e ha reagito bene, se continua così potrò presto schierarlo a tempo pieno. Petkovic deve affrontare un salto in avanti di categoria e sta acquisendo la giusta mentalità, mi auguro di poterlo utilizzare quanto prima».

Gli occhi della tigre – «Chiunque vada in campo deve avere la fame di offrire una prestazione sopra le righe. Sono molto soddisfatto quando vedo questo tipo di determinazione anche nei ragazzi che stanno in panchina, è un fattore positivo».

A Cagliari decisivo l’arbitro – «Spesso gli episodi si legano anche alla fatalità, in quel caso c’era un fallo clamoroso su Krafth, nelle immagini si vede chiaramente la sua maglietta che si allunga, ma l’arbitro ha deciso al contrario. Sono malizie che a fine stagione ti fanno magari avere cinque punti in più in classifica».

Si difende e si attacca in undici – «È sempre il solito discorso, la fase difensiva trae beneficio dall’atteggiamento di tutta la squadra. L’altra sera, ad esempio, il Pescara è rimasto compatto e la Fiorentina non riusciva ad infierire. L’atteggiamento che serve è proprio quello, per poi ripartire con vivacità e determinazione, consapevoli di avere i mezzi per fare male all’avversario».