Donadoni:

Donadoni: “Credo tanto in Destro, deve farlo anche lui. Riparlerò di Dzemaili con Saputo”

Nell’ultima settimana, il Bologna ha recuperato due elementi fondamentali: Simone Verdi e l’entusiasmo. Il fantasista è pronto a tornare in panchina dopo tre mesi di assenza forzata causa infortunio, i tifosi non vedono l’ora di tornare ad ammirare i rossoblù fra le mura del Dall’Ara, dopo quattro partite in trasferta (contro Pescara, Juventus e Crotone in campionato, contro l’Inter nella recente sfida di Coppa Italia). I successi su due campi difficili come lo Scida e l’Adriatico, e l’eliminazione dalla TIM Cup arrivata soltanto nei supplementari, hanno riportato un po’ di ottimismo e di consapevolezza nelle proprie qualità. Il prossimo avversario è il Torino dell’ex Mihajlovic, con i granata che saranno privi dello squalificato Andrea Belotti ma restano una squadra temibile e il quarto miglior attacco del campionato. A tal proposito, nella conferenza stampa di questa mattina a Casteldebole, Roberto Donadoni ha invitato i suoi ragazzi a non abbassare la guardia.

Toro scatenato – «Sarà un impegno tosto, affrontiamo una squadra arrabbiata dopo il pareggio contro il Milan. Ci aspetta una partita intensa, come è stata quella con l’Inter in Coppa Italia. Ecco, dobbiamo scendere in campo con lo stesso approccio positivo e con spirito combattivo».

La classifica – «Dobbiamo guardare alle squadre sopra di noi, loro hanno ambizione e un’ottima rosa. Rispetto all’andata voglio vedere meno meno errori, a Torino abbiamo commesso troppe ingenuità difensive e regalato quasi tutti i gol».

Infermeria – «Abbiamo cercato di recuperare i ragazzi più stanchi. Krejci ieri ha preso un pestone, lo valuterò di nuovo nell’allenamento di oggi. Verdi e Petkovic? Convocabili, ma con le dovute cautele. Inizieranno a respirare il clima dello spogliatoio, si parte da questo. Anche Sadiq dovrebbe rientrare, ma non sarà disponibile subito. Mancheranno anche Torosidis e Gastaldello, spero di poterli reintegrare entrambi già la prossima settimana».

Il centrocampo – «Donsah ha retto 120 minuti in Coppa Italia, per quanto mi riguarda è recuperato. Mi piacerebbe diventasse importante per questa squadra, il gol segnato contro l’Inter è un buon segnale ma lui può fare dieci volte tanto: ha ancora degli aspetti da migliorare, deve pensare di più alla squadra. Lo stesso vale per Nagy, che deve imparare ad essere determinante vicino alla porta, negli ultimi 25 metri. Hanno la possibilità di seguire un esempio importante che è quello di Dzemaili, un modello per come si allena e per l’atteggiamento con cui scende in campo. Blerim è un ragazzo d’oro, l’avrò a disposizione fino a giugno e per ora mi basta, dopodiché ci sarà tutto il tempo per parlarne con Saputo».

Destro (e Belotti) – «Io credo in Mattia più di quanto lui non creda in se stesso. Chiaramente mi auguro che l’aria di casa lo sblocchi, ma non deve avere l’ansia del gol, si muove bene ed è bravo nelle rifiniture. Ha tutte le carte in regola per essere un bomber di razza, uno che determina le partite. Guardate Lewandowski ieri sera: ha avuto un solo pallone buono e ha fatto due gol. Deve mostrare carattere, a mio parere tecnicamente è migliore di Belotti, e questa cosa deve far riflettere molto. Il fatto che il Gallo non sarà della partita non mi fa stare tranquillo, chi lo sostituirà vorrà dimostrare di potersi giocare il posto da titolare. E poi non è questo lo spirito giusto, bisogna sempre aver voglia di confrontarsi con i giocatori migliori».

I giovani – «Dipende da loro, da quello che mi fanno vedere in settimana. Marios sta giocando anche per merito, non solo per necessità. Pulgar lo sto facendo giocare, sta facendo bene anche Di Francesco. Per quanto riguarda Ferrari, deve crescere. Io lo farei giocare anche titolare, non mi diverto a lasciarlo in panchina: credo nelle sue potenzialità, valuterò il percorso migliore per lui».