Donadoni:

Donadoni: “Se facciamo quello che sappiamo fare, per il Milan non sarà una passeggiata”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate dal tecnico rossoblù Roberto Donadoni questo pomeriggio a Casteldebole, durante la conferenza stampa alla vigilia di Milan-Bologna.

Milan, missione possibile – «La partita d’andata è stata molto particolare e fa storia a sé. Non meritavamo di perdere, ma non siamo stati abbastanza bravi ed intelligenti per vincere. Il Milan avrà forti motivazioni, noi le nostre dobbiamo ricercarle per il nostro percorso di crescita, è la penultima occasione di andare in un grande stadio e fare una buona prestazione. È chiaro che i nostri avversari vorranno difendere il sesto posto in classifica, sappiamo che ci sarà da soffrire, ma dovremo superare i momenti di difficoltà. L’impatto sulla gara e la prestazione dovranno essere quelli giusti, dovremo avere le idee chiare e non allentare mai la pressione, per non rischiare di essere puniti: se facciamo quello che sappiamo fare. per loro non sarà una passeggiata di salute».

Da Berlusconi ai cinesi – «Considerando tutto quello che il Milan ha costruito dal 1986 in poi, è chiaro che negli occhi della gente c’è quel tipo di target. Però adesso la situazione è questa, il club sta attraversando una fase cambiamento, il passaggio di proprietà è una modifica radicale. Per chi è legato a determinati sentimenti sono processi difficili da metabolizzare, ma nel calcio di oggi è fondamentale essere reattivi e non perdere tempo».

Un bilancio sul proprio operato – «Ho cercato di dare sempre tutto quello che avevo, di mettere al servizio del club le mie capacità. Sul piano delle energie ho speso parecchio, ma sentirsi stanchi diventa importante quando si intravedono margini di crescita nella squadra, si fa fatica con più gusto. C’è sempre qualcosa da migliorare, e io sono abituato a considerare ogni aspetto, ogni cosa che si può correggere e perfezionare. Anche il giudizio degli altri è utile, ma solo se espresso in termini costruttivi».

Torti arbitrali, nessuno come il Bologna – «Con cinque-sei punti in più la classifica sarebbe completamente diversa, ma la sostanza rimane quella che è. Già questo è un buon bottino, ora possiamo aggiungere qualcosa di importante. Dobbiamo crescere tutti in percentuale, se ognuno di noi riesce a dare qualcosa in più saremo valorizzati».

Di Francesco sempre meglio – «Per quello che è il mio modo di valutare, il rendimento non si vede solo in partita ma anche in allenamento. E Federico non si tira mai indietro, cerca sempre di dare il massimo. Questi sono già presupposti importanti, è una qualità che ricerco anche nei giocatori che valutiamo sul mercato. Per me è fondamentale, e lui da questo punto di vista mi piace molto».

Destro, non accontentarti – «È un giocatore che può fare questo e molto altro, al di là dell’allenatore. La sua capacità di realizzazione può essere molto più importante, dipende molto da lui. Poi bisogna anche considerare il peso dei gol segnati, un giocatore come Mattia non può essere soddisfatto di un’annata così».

Cambio di modulo e Verdi sulla trequarti – «Il 4-2-3-1 potrebbe essere un’opzione importante anche per la prossima stagione, non lo nascondo. Quando vedo che i ragazzi fanno determinate cose tendo a disporli in un certo modo, agisco di conseguenza. Con questo schieramento Verdi è chiamato a fare spostamenti diversi, partendo dal centro deve muoversi in un altro modo. Credo che Simone possa ricoprire bene questo ruolo, in generale chi è concentrato dà sempre garanzie, i movimenti alla lunga si metabolizzano e fare bene il trequartista è molto gratificante».

Attaccanti rossoblù – «Si stanno mettendo in mostra, ma sono ancora lontani dall’apice dell’appetibilità. Non è una critica ma solo un consiglio per migliorare, una crescita costante richiede due o tre anni. Se la classifica diventa più bella, ad esempio, anche le richieste per loro aumentano e sono più ricche».

Cessioni sì, ma con moderazione – «È vero che, se riesci a fare determinate cessioni, queste ti danno la possibilità di investire e individuare giocatori di prospettive migliori. Però non deve essere la regola, altrimenti diventa difficile raggiungere obiettivi importanti».