Donadoni:

Donadoni: “Giocherà Santurro e penso di riproporre la difesa a 3, solo Dzemaili è in dubbio. Le 100 gare col Bologna sono un orgoglio”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate questa mattina in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico del Bologna Roberto Donadoni, alla vigilia dell’insidiosa sfida casalinga contro la Roma.

Missione difficile ma non impossibile – «Domani dovremo essere bravi a chiudere la profondità alla Roma, che è una squadra che predilige tenere il baricentro alto. Hanno molti calciatori tecnici, bisognerà lasciargli poco spazio. La nostra forza dovrà essere la compattezza, così da dare continuità alla buona trasferta in casa della Lazio, in cui i dati ci dicono che abbiamo tenuto palla per quattro minuti nella loro metà campo. Dobbiamo ritrovare quella convinzione, voglio che ogni partita da qui alla fine venga interpretata in questo senso».
 
Scelte di formazione – «Data la squalifica di Mirante, sicuramente giocherà Santurro. È un ragazzo splendido, sicuramente nella nostra top 3 per quanto concerne la professionalità. Arriva sempre prima degli altri, ed è molto attento ad ogni minimo particolare. Se parliamo di professionalità, ne ho conosciuti pochissimi come lui. È sicuramente un portiere affidabile, ma la chance di domani se l’è meritata anche per queste caratteristiche. Per il resto non ho intenzione di cambiare molto rispetto alla partita dell’Olimpico, ho ancora solo un paio di valutazioni da fare».
 
Verso la conferma del 3-5-1-1 – «Potrei confermare la difesa a tre, ma al di là del modulo voglio una squadra cattiva e determinata».
 
Infermeria – «Quasi tutti i nazionali hanno smaltito le fatiche dei recenti impegni, ad eccezione di Dzemaili, che ha giocato entrambe le partite ed è da valutare. Poli e Orsolini sono recuperati, non hanno molti minuti nelle gambe ma sono arruolabili».
 
Verdi, zero minuti in azzurro – «Mi sarebbe piaciuto vederlo giocare anche solo una mezzora, e date le due partite ravvicinate era legittimo pensare che avrebbe potuto avere un po’ di spazio, ma bisogna rispettare le scelte del c.t. e le sue valutazioni. Ora sta a Simone dimostrare di poter scendere in campo in sfide contro avversarie così blasonate come Argentina e Inghilterra».
 
Destro, probabile panchina – «Mattia si è allenato ed è a disposizione, così come tutti gli altri. Non sono d’accordo quando sento che certe partite possano dare più motivazioni di altre: quelle ci devono essere sempre, indipendentemente dall’avversario».
 
Di Francesco e il salto di qualità – «Federico deve avere maggior intraprendenza e determinazione per incidere di più. Si porta addosso un senso di responsabilità eccessivo che deve togliersi, deve avere il coraggio di tentare la giocata ed entrare con più costanza nel vivo delle azioni. In questo modo potrà diventare determinante».
 
Occhi sulla Primavera – «Le valutazioni relative a queste ultime nove giornate saranno incentrate anche sull’eventuale spazio che potranno ritagliarsi alcuni giovani della Primavera che si sono allenati più volte con noi. Numericamente siamo tanti, ma non significa che qualcuno di loro non potrà avere una chance».
 
Cento gare col Bologna – «Non è un traguardo scontato, è un aspetto importante e per quanto mi riguarda un vero orgoglio. Devo ringraziare la società, la squadra, i tifosi e in generale tutto l’ambiente rossoblù, e sono consapevole che il mio compito sia quello di ricambiare la fiducia che mi è stata data con la professionalità e i risultati».
 
Un ricordo di Mondonico – «Non l’ho conosciuto bene di persona, ma ricordo che lo incontrai circa due anni fa ad una premiazione in ambito giovanile, e mi diede l’impressione di essere un uomo di grandissima umanità. Certamente ha trasmesso tanti messaggi positivi durante tutta la sua carriera e anche negli ultimi tempi, lottando contro quella maledetta malattia che purtroppo non è riuscito a sconfiggere. Quando se ne va qualcuno che fa parte del mondo calcistico, è sempre un grande dispiacere».