Donadoni:

Donadoni: “Ho preso un impegno col Bologna e cerco di portarlo avanti, vorrei accontentare tutti. Con i ragazzi della curva incontro positivo”

Ultima conferenza stampa della vigilia per Roberto Donadoni nella stagione 2017-2018, che per il Bologna si chiuderà domani alle 18 sul campo dell’Udinese. Il tecnico rossoblù ha presentato il match contro i friulani, parlando inoltre del suo rapporto con la tifoserie felsinea e analizzando il suo triennio sotto le Due Torri. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le sue dichiarazioni.

Ultima tappa – «Ogni partita conta, ma credo che non debba essere l’ultima partita del campionato a rendere più positivo o più negativa una stagione. Domani dovremo essere sul pezzo tutti quanti, cercando di fare il meglio possibile per portare a casa un risultato positivo contro una squadra che vorrà chiudere bene davanti al proprio pubblico. Non abbiamo in rosa elementi con un grande vigore fisico in rosa, per cui come abbiamo sempre fatto dovremo essere bravi a lavorare su altri aspetti, perché i nostri giocatori non sono peggio rispetto ad altri».

Infermeria piena – «Negli ultimi giorni Gonzalez si è un po’ ripreso ma non giocherà, preferisco preservarlo in ottica Mondiale. Helander è squalificato, Pulgar sta meglio ma non sarà della partita, così come Palacio, che a causa di un problema al gluteo non ha potuto allenarsi insieme ai compagni questa settimana. Destro ha lamentato fastidio e gonfiore al ginocchio, e siccome pure lui non si è mai allenato non giocherà. Di Francesco non è al meglio ma almeno è disponibile, così come Mbaye, che ha recuperato».

Il rapporto con la piazza – «Il colloquio avuto questa settimana con alcuni esponenti della curva mi ha molto sorpreso, per la modalità con la quale sono state espresse determinate opinioni. È stato un incontro costruttivo e molto positivo. Inoltre, quando sono in giro per la città tanta gente mi dà sostegno, e questo mi regala grande forza e motivazioni. Io so bene quello che posso fare e quello che ho fatto, dove si può migliorare e dove c’è ancora da crescere. Ognuno di noi deve avere questa ambizione che lo muove, nessuno dovrebbe sentirsi mai appagato. Sicuramente c’è stato qualcosa in me che non è piaciuto a qualcuno, ma io ho sempre dato il massimo per questa società. Ho rifiutato la Nazionale e del denaro in più, perché sono convinto di affrontare un ciclo e un programma di un certo livello come quello del Bologna. Ho preso un impegno con questo club, ho cercato e cerco di portarlo avanti, mi piacerebbe essere amico di tutti e accontentare tutti».

Un bilancio di questi tre anni – «Chi guarda da fuori secondo me fa fatica a trarre giudizi su quanto accade a Casteldebole, io ho sempre lavorato in maniera serena senza che nulla mutasse in termini di atteggiamento, nonostante fosse chiaro che potesse esserci delusione per l’ultima sconfitta casalinga. Io continuo a fare quello che devo fare, poi se da lunedì ci saranno considerazioni diverse da fare le affronteremo con grande serenità e serietà assieme alla società. In questi tre anni ho fatto quello che mi è stato chiesto, ma è pacifico che si possa sempre fare meglio. Ricordo che sono arrivato a Bologna trovando una squadra in difficoltà, ma nonostante ciò a fine anno ci siamo salvati, e che l’anno scorso e quest’anno la salvezza è stata raggiunta in anticipo. Mi rammarica non aver incrementato il bottino di punti, in questo senso si può e migliorare. Bisogna avere le idee chiare su quelli che sono i progetti futuri, personalmente mi auguro che ci siano altri giocatori oltre a Pulgar, Verdi e Diawara che possano crescere e vedere incrementato il proprio valore».

La crescita dei giovani – «Se mi guardo intorno non vedo società che riescano a sfornare con facilità due o tre talenti all’anno, ed è chiaro che non tutti possano mostrare una crescita esponenziale come hanno fatto Verdi e Pulgar. Abbiamo giocatori di qualità come Donsah e Orsolini, che però hanno bisogno di più tempo, e Nagy, che rispetto a quando è arrivato ha messo su un po’ di massa muscolare e ha acquisito la capacità di inserirsi negli spazi. È ancora un po’ timido e frettoloso in fase di possesso, deve migliorare sotto questo aspetto».