Donadoni:

Donadoni: “Non mi interessa la situazione del Genoa, dipende solo da noi. Saputo merita grande riconoscenza”

Quattro sconfitte di fila alle spalle, la possibilità di rialzare la testa contro un’altra squadra in difficoltà, la voglia di gettare via tutte le delusioni e ritrovare il sorriso. Alla vigilia di Genoa-Bologna, Roberto Donadoni ha incontrato come di consueto i giornalisti in conferenza stampa, per fare il punto della situazione in casa rossoblù e presentare il delicato match di domani pomeriggio a Marassi. Ecco le sue dichiarazioni:

La grinta prima degli schemi – «Non so con quale modulo giocherà il Genoa, in settimana abbiamo provato diverse opzioni in fase difensiva, ma dobbiamo lavorare solo su noi stessi. Domani, più che il modulo, conterà l’impatto agonistico, l’interpretazione della partita. Servirà intensità, perché loro hanno questo tipo di atteggiamento e dovremo reggere il confronto».

Aria pesante in casa Genoa – «Non mi interessa, dipende solo da noi, dovremo mettere in campo il giusto atteggiamento e far sì che il pubblico di casa non si infiammi. E comunque bisogna rimanere con la testa sul campo, senza pensare troppo a quello che succede sugli spalti. Io, ad esempio, riguardo a certe mie partite da calciatore ricordo molti episodi di campo e pochi legati all’atmosfera, perché ero concentrato sulla partita fino nei minimi particolari».

Destro e Petkovic – «Mattia ha stretto i denti e giovedì ha giocato uno spezzone di partitella, al 90% è a disposizione. Quello contro l’Inter è stato il primo appuntamento di un certo tipo per Bruno, e dopo una partenza un po’ titubante è andato bene. Sul piano fisico deve migliorare, non si deve tirare indietro, comunque ha lasciato una sensazione positiva sia a me che ai compagni. Un attaccante moderno deve saper ricoprire più ruoli ed essere convinto di poterlo fare: lui e Destro possono assolutamente convivere, anche questo è un processo di crescita».

Clima nello spogliatoio – «I ragazzi sono consapevoli del momento difficile, ma nello stesso tempo sanno che serve un atteggiamento propositivo. Anche quest’ultimo da solo non basta, ma credo che l’orientamento giusto sia questo. Ultimamente non abbiamo raccolto nulla, ora è il momento di cominciare: ogni contrasto è fondamentale, bisogna lottare su ogni palla ed essere più lucidi sotto porta».

Gol subiti in fotocopia – «Varie volte ci è capitato di lasciare un avversario libero, anche in superiorità numerica. Serve più attenzione sull’uomo che sulla palla, in area di rigore certi spazi non puoi concederli. La palla in rete non ci va da sola, siamo stati noi a commettere delle ingenuità».

All’andata sconfitta beffarda – «Mi dà fastidio vivere di ricordi o ricercare motivazioni nel passato. Sappiamo benissimo quello che dobbiamo fare adesso, occorre dimostrare che siamo migliorati rispetto alla sfida di qualche mese fa. Ci dispiace per quello che è successo di recente, dobbiamo guardarci dentro, insistere e crederci di più».

Una gioia per Saputo – «La prima soddisfazione dev’essere nostra, poi vengono quelle altrui, vorrei innanzitutto che uscissimo dal campo senza avere nulla da rimproverarci. Saputo è una di quelle persone che sanno di avere un ruolo fondamentale e certe situazioni le vivono molto anche sul piano emotivo. I presidenti invadenti non mi sono mai piaciuti, lui invece conosce bene i ruoli e li rispetta, in questo modo ci responsabilizza ulteriormente: merita grande riconoscenza».

Ranieri, esonero ingiusto – «Al di là del fatto che anche io sono un allenatore, ritengo che il mondo del calcio sappia riconoscere poco i meriti. Ragionare in casa d’altri è difficile, ma dopo quello che ha fatto lo scorso anno gli avrei concesso di arrivare fino al termine della stagione. Mi è sembrata una mancanza di tatto, ma al giorno d’oggi i sentimenti arrivano sempre per ultimi».