Donadoni:

Donadoni: “Ho rifiutato la Nazionale per onorare l’impegno col Bologna. A Verona per muovere la classifica”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal tecnico del Bologna Roberto Donadoni questo pomeriggio, alla vigilia della trasferta di Verona sponda Hellas.

Gli avversari – «Sarà un partita delicata per entrambe le squadre, noi andiamo a Verona volendo fare il risultato. Siamo reduci da quattro sconfitte consecutive, e per questo dobbiamo rialzarci. Per farlo dobbiamo essere intraprendenti e evitare rischi inutili. Dobbiamo scendere in campo pensando di vincerla, ma ottenere un punto che muova la classifica sarebbe comunque meglio che non farne».

Il 4-3-1-2 – «L’abbiamo provato in settimana, dovremo essere bravi a coinvolgere gli esterni. Sarà importante rimanere concentrati a centrocampo, rimanendo compatti eviteremo un dispendio importante sul piano fisso. Nell’ultimo allenamento, chi mi dimostrerà di avere più voglia scenderà in campo domani, ma conto molto anche sull’apporto di chi subentrerà a partita in corso».

Bravo Mattia, continua così – «Sono contento di come si è allenato in queste due settimane, finora il suo rendimento è stato condizionato dal non aver potuto trovare continuità. Negli ultimi quindici giorni il suo atteggiamento mi è piaciuto, lo deve preservare in ottica partita».

Ai box solo di Francesco – «Mbaye non è al meglio ma potrebbe comunque rappresentare un’alternativa sulla sinistra a Masina, che invece è in condizioni ottime. Tranne Di Francesco li ho tutti a disposizione».

Ricapitolando – «Il calendario interno non è stato semplice, e contro il Crotone abbiamo perso una partita assurda dalla quale non saremmo mai dovuti uscire sconfitti. Abbiamo subito tre gol su tre rimpalli, ma questo deve farci capire che dobbiamo gestire meglio le partite».

Parentesi nazionale – «Dissi di no a Tavecchio perché volli onorare l’impegno preso con il Bologna. Lo ringrazio, ma è un capitolo chiuso. Ora bisogna ripartire, ed è necessario che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Riempirsi la bocca con nomi roboanti come quello di Ancelotti è facile, serve un lavoro di rifondazione serio, bisogna ripartire dalle basi».

La maglia di Verdi è rossoblù – «E’ chiaro che la mancata qualificazione possa essere vissuta come una sconfitta personale, soprattutto per chi non è stato convocato e avrebbe voluto dare il proprio contributo. Ora Simone deve pensare a fare bene a Bologna per conquistare di nuovo quella azzurra».