Donadoni:

Donadoni: “Vogliamo battere il Milan ma servirà una gara perfetta. Io sono tranquillo, non ho dubbi che i tifosi aiuteranno la squadra”

Quattro giornate al termine del campionato e la possibilità, per il Bologna, di migliorare il punteggio ottenuto nel 2016 (42 punti) e nel 2017 (41 punti), regalando qualche soddisfazione ai propri tifosi. A cominciare da domani, quando al Dall’Ara i rossoblù sfideranno il Milan, reduce dal k.o. interno contro il Benevento e ancora a caccia di un posto in Europa League. Non un match qualsiasi per Roberto Donadoni, che questa mattina in conferenza stampa a Casteldebole ha presentato così la sfida contro la sua ex squadra:

Chiudere a testa alta – «Il nostro obiettivo è solo uno, la vittoria, per ottenere già domani un punto in più della scorsa stagione. Affronteremo un avversario con motivazioni importanti e ottimi giocatori, quindi dovremo interpretare la gara in maniera perfetta. Non ho seguito in maniera dettagliata il percorso di Gattuso e del Milan, però mi sembra che Rino abbia trasmesso ai suoi ragazzi determinati valori e concetti. Ultimamente i rossoneri non sono stati troppo continui, ma restano una squadra forte e attrezzata».

Ritorno al Dall’Ara dopo lo striscione – «Riguardo a me, sono tranquillo. Spero e non ho dubbi che i tifosi daranno una mano alla squadra, mentre noi dovremo cercare di affrontare queste ultime quattro sfide nel modo migliore. È chiaro che la nostra classifica cambierebbe poco anche con dieci punti in più, però noi abbiamo l’obbligo e il dovere di incrementare il bottino raccolto fino ad oggi».

Condizione generale e infermeria – «Quanto fatto nelle ultime gare dimostra che la squadra sta bene, lo dicono i dati atletici. Abbiamo recuperato alcuni acciaccati, Pulgar sta molto meglio e ci sarà, l’unico ancora indietro è Destro: ieri ha ricominciato a correre e oggi ha svolto un lavoro individuale, difficilmente lo convocherò. Per il resto, a parte Helander e Donsah, il gruppo sta bene, sia mentalmente che fisicamente».

Bologna decisivo per scudetto, Europa e salvezza – «Essere l’ago della bilancia credo che debba essere un’occasione positiva e un grande stimolo per noi, perché è bello che i nostri avversari vengano qui a giocarsi qualcosa di importante. Dovremo essere al top sotto tutti i punti di vista, contro squadre di grande tecnica se non sei cattivo poi finisci col pagarla, come accaduto nella partita d’andata. Ieri l’ho detto ai ragazzi: quelle cinque-sei occasioni create e non sfruttate a San Siro hanno fatto la differenza. Non basta giocarsela alla pari, occorre più precisione, specialmente sotto porta, e il coraggio di provare la giocata».

Difesa a quattro contro il tridente rossonero? – «Questo è un aspetto che bisogna prendere in considerazione. Loro hanno giocatori con determinate caratteristiche che agiscono sugli esterni, e dovranno essere presi nella maniera giusta perché se hanno la possibilità di fare gioco diventano un’arma pericolosa. Sarà fondamentale accorciare rapidamente e limitare gli spazi, considerando che in campo aperto diventa difficile dare supporto ad un compagno che viene puntato: solo restando compatto puoi creare difficoltà a certe squadre».

Un messaggio per trattenere Palacio? – «Nessun messaggio, quello lo dà lui a noi ogni giorno, ciò che fa è un esempio costante. Rodrigo sa che qui gode di piena fiducia, noi siamo convinti che lui possa essere importante per questa realtà. Ieri ad esempio ha portato dieci dei suoi compagni a giocare a calcio tennis, è bravissimo a fare gruppo e risultati si vedono la domenica in campo. Quello che farà l’anno prossimo è solo una sua scelta, noi speriamo che continui con il Bologna. È vero che in questa fase non è incisivo in termini di reti, ma il suo apporto alla squadra è lo stesso da inizio stagione».

Orsolini osservato speciale – «Riccardo ha delle ottime qualità, tecnicamente è molto forte, così come Destro deve solo avere un po’ più di cattiveria positiva. Mi viene da pensare a Cutrone, quando lo vedi in campo ha sempre quella voglia spasmodica di fare gol o recuperare una palla. Se Orsolini riuscirà a migliorare sotto questo aspetto, ad essere meno ‘bimbo’ e più continuo, con il gusto di farsi dare palla e saltare l’avversario, allora farà il salto di qualità».