Donadoni:

Donadoni: “Voglio arrivare ad allenare un Bologna che se la giochi alla pari con le big del campionato”

Il girone di ritorno del Bologna prenderà il via domani all’ora di pranzo da Torino, sponda granata. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate dal tecnico rossoblù Roberto Donadoni nella conferenza stampa di questa mattina, alla viglia del match contro la squadra che da ieri è passata ufficialmente tra le mani di Walter Mazzarri.

Tema tattico – «Domani servirà grande compattezza, al di là del modulo dovremo essere bravi a rimanere corti e compatti. Lo schieramento tattico può cambiare, ciò da cui invece non dobbiamo prescindere è l’atteggiamento, dobbiamo scendere in campo organizzati e con la volontà di non concedere spazio agli avversari».

Fuori Mihajlovic, dentro Mazzarri – «È il mondo del calcio, mi stupisco che ci si stupisca. Non è comunque qualcosa che devo commentare io e alla quale dobbiamo pensare noi, ci dobbiamo preoccupare solo di noi stessi».

Toro scornato – «Il Torino sarà senza Ljajic e Belotti e noi dovremo essere bravi a sfruttare la cosa. Il ‘Gallo’, in particolare, è un attaccante che l’anno scorso è stato capace di segnare venti gol e di portare tanti punti in classifica alla sua squadra. Dovremo ottenere vantaggio dall’assenza di due giocatori che se stanno bene sono imprescindibili per la loro squadra».

S.O.S. punti in casa – «Escludendo le rose che hanno qualità fuori dal comune, stiamo cercando di lavorare affinché d’ora in poi le squadre che verranno a giocare al Dall’Ara siano più difensive e rinunciatarie. In questo senso l’ultima partita disputata è stata emblematica, non dobbiamo più soffrire le fasi offensive degli avversari come è successo contro l’Udinese».

Difendiamo la difesa – «Non abbiamo un problema in difesa, i due gol presi contro l’Udinese sono più frutto di errori di comunicazione che tattici. Si tratta solo di piccole attenzioni, non di problemi. Solo due settimane fa sembrava che il problema fosse il portiere, ora è la difesa: serve maggiore equilibrio in queste analisi».

Chi gioca e chi no – «Masina è squalificato, Torosidis è ancora debilitato dall’influenza ma ieri si è allenato e oggi lo valuterò meglio. Keita non ha ancora messo piede in campo, e credo che la stampa sia già pronto a bollarlo come non abbastanza pronto e acerbo solo perché è molto giovane. Domani deciderò se schierarlo, mi serve qualcuno che mi possa fornire garanzie sul piano fisico perché voglio evitare di essere costretto a fare cambi forzati a partita in corso. Per quanto riguarda Avenatti, ha caratteristiche uniche e per questo voglio valutarlo molto bene prima di prendere delle decisioni. Sicuramente si sta allenando con grande entusiasmo, ma non ha mai nemmeno giocato una partitella di quarantacinque minuti in allenamento».

Chi parte e chi torna – «Stiamo ragionando, sappiamo cosa possiamo e dobbiamo fare sul mercato. Non so come si concluderà la vicenda Dzemaili, ma il giocatore ha qualità che non si discutono e a Bologna si ricordano tutti quale contributo può fornire. Su Verdi posso dire che è un bene che se ne parli, sarebbe peggio se fosse un calciatore anonimo. L’importante è che le voci di mercato non lo distraggano, anzi, devono essere uno stimolo per fare sempre meglio. Io penso che Simone resterà, ma credo anche un giocatore non dovrebbe mai accontentarsi, dovrebbe lavorare per arrivare sempre più in alto. Lo stesso si può dire di un allenatore, io voglio arrivare ad allenare un Bologna che se la possa giocare alla pari con le big del nostro campionato».

Girone di ritorno – «Lo scudetto se lo giocheranno Napoli e Juventus, che sta tornando ad essere la squadra che tutti conosciamo. Non può certo essere definita una sorpresa, mi piacerebbe che a fine campionato lo si dicesse del mio Bologna. Parlando di singoli, il giocatore che finora mi ha stupito maggiormente è sicuramente Milinkovic-Savic della Lazio, ha qualità per giocare in una grandissima squadra».