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Džemaili: “Il Bologna mi ha voluto fortemente, qui trovo un progetto serio”

Questo pomeriggio, nella sala stampa dello stadio Dall’Ara, è stato presentato ufficialmente l’ultimo acquisto in ordine cronologico del Bologna, il centrocampista Blerim Džemaili. Nato in Macedonia da genitori albanesi e cresciuto in Svizzera, nazione che tutt’ora rappresenta a livello calcistico, il classe 1986 ex Torino, Parma, Napoli e Genoa può vantare nel suo curriculum la bellezza di 189 presenze e 20 gol in Serie A, un biglietto da visita sicuramente importante agli occhi del tecnico Roberto Donadoni, come sottolineato anche dal direttore sportivo Riccardo Bigon: «Un calciatore come Blerim si presenta da solo, l’ho conosciuto a Napoli e sono consapevole di quello che può dare alla squadra dentro e fuori dal campo, con lui abbiamo fatto un bel passo avanti. Ha firmato un quadriennale con il Bologna ma abbiamo già trovato l’accordo per un suo eventuale passaggio ai Montreal Impact in questo lasso di tempo». Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate da Džemaili, che per la sua avventura in rossoblù ha scelto la maglia numero 31, giorno di nascita del figlio Luan.

Perché il Bologna – «Ho scelto i rossoblù perché la società, in particolare il direttore Bigon che già conoscevo, mi ha voluto a tutti i costi. Ho capito subito che qui c’è un progetto serio ed importante, oltre ad una piazza che mi piace molto».

Lungo tira e molla – «In Turchia non sono mai stato felice, a parte nel breve periodo con Prandelli in panchina, e volevo andare via, ma nell’ultimo mese le cose si sono complicate: prima mi hanno comunicato che l’allenatore voleva trattenermi, poi hanno fatto richieste troppo alte e allungato i tempi della trattativa. Adesso però sono qui e voglio pensare solo al Bologna».

Attentati e golpe militare in Turchia – «Quello che sta accadendo non ha influito sulla mia decisione, quando se lì quasi non ti accorgi di nulla. Io e la mia famiglia ci siamo sempre sentiti al sicuro, posso parlare solo bene di quel Paese».

Ipotesi Montreal Impact – «Un futuro in MLS sicuramente mi affascina, ma è una cosa che prenderò in considerazione più avanti».

Passione italiana – «In Italia la gente vive per il calcio e questo mi è sempre piaciuto tantissimo, anche se indubbiamente sarebbe bello vedere gli stadi più pieni».

Squadra e ambientamento – «Di persona conosco solo Mirante, avendo giocato con lui al Parma. Oggi durante il mio primo allenamento ho visto all’opera dei ragazzi molto bravi che lavorano tanto, e quando una squadra ha voglia di lavorare alla fine i risultati arrivano. Il gruppo mi sembra unito, credo ci siano tutte le condizioni per fare bene».

Condizione fisica – «Sono a completa disposizione, il transfer è già arrivato e col Galatasaray ho già disputato tre test amichevoli, quindi il mister può contare su di me».

Ruolo e caratteristiche – «Preferisco giocare come mezzala, per noi centrocampisti una linea a due o a tre non cambia tanto. Per natura mi butto spesso in avanti a cercare il gol, proverò a farlo anche qui».