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Falcinelli:

Falcinelli: “La maglia del Bologna è una bella responsabilità ma credo di poter fare un grandissimo percorso”

La cornice non è quella consueta del centro tecnico Niccolò Galli o dello stadio Renato Dall’Ara, bensì la sede di Illumia, società bolognese attiva nella vendita di energia elettrica e gas il cui marchio comparirà sul retro delle maglie rossoblù anche nella stagione 2018-2019. Davanti a microfoni e telecamere c’è Diego Falcinelli, ultimo acquisto in ordine cronologico del club felsineo, primo volto nuovo della rosa ad essere presentato dopo l’allenatore Filippo Inzaghi. Il centravanti umbro, 27 anni e 51 gol tra i professionisti, reduce da una stagione avara di soddisfazioni fra Sassuolo e Firenze, ha gli occhi di chi cerca riscatto e soprattutto un po’ di fiducia, dopo tanto girovagare. Lo introduce l’amministratore delegato Claudio Fenucci, aggiungendo anche qualche particolare sulla trattativa: «Questa è stata un’operazione non complicata sul piano dei rapporti col Sassuolo, ma Falcinelli aveva tante richieste e per arrivare a lui abbiamo dovuto sacrificare Di Francesco. Si è trattato soprattutto di una scelta tecnica suggerita dal nostro nuovo staff. Arriva un ragazzo con grande entusiasmo ed energia che ci auguriamo possa vivere la categoria da protagonista, impegnandosi ogni singolo giorno della settimana. Siamo davvero felici che Diego abbia deciso di condividere un pezzo della sua carriera con noi». Un pezzo di carriera, quello a tinte rossoblù, che inizia con queste dichiarazioni:

Onorato e motivato – «Bologna è una piazza gloriosa, l’ho scelta perché rispecchia i miei desideri e mi auguro di mantenere le promesse che ci siamo fatti con il club, so bene di dovermi conquistare il posto. Indossare la maglia rossoblù è una bella responsabilità ma credo di poter fare un grandissimo percorso in questa società, che è ambiziosa e vuole crescere».

Primo approccio con Inzaghi – «Per il momento stiamo svolgendo soprattutto test, con il mister avevo parlato al telefono e sul piano tecnico-tattico avremo tempo per confrontarci. Quando ho iniziato a seguire il calcio lui era uno dei principali esponenti, è stato un grande campione che senza dubbio ci potrà dare tanto».

Diventare squadra – «Nel gruppo c’è grande voglia di conoscerci meglio e lavorare insieme, quando si cambia buona parte della squadra serve tempo e in tal senso sfrutteremo al massimo il ritiro».

Recente passato – «A Crotone ho trovato l’ambiente e l’allenatore ideali. All’inizio giocavo da solo e si faceva abbastanza fatica, poi con un compagno al mio fianco è andata meglio, lavoravo molto tra i centrocampisti e l’attacco. L’anno scorso a Sassuolo, invece, sono partito male perché avevo dei discorsi da definire col club, ho fatto un ritiro non perfetto e l’ho pagato fino alla fine. Negli anni credo comunque di essere migliorato, e resto convinto che sacrificarsi per la squadra sia fondamentale».

Partner ideale – «Non saprei, in rosa ci sono attaccanti con caratteristiche diverse ma conterà tanto anche l’avversario che ci troveremo di fronte. Conosco bene Destro, con Mattia ho giocato nelle giovanili dell’Inter e lo stimo molto, sia come calciatore che come persona. Poi Palacio, perché è un campione, mentre dovrò scoprire Santander».

Obiettivo stagionale – «Dobbiamo fare più punti possibili all’inizio per salvarci velocemente, e poi non porci limiti: vogliamo lottare fino all’ultimo per qualcosa di importante».